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Notifica del ricorso tributario solo con Poste italiane

di Francesco Tuccio (*) e Fabio Borrello (**) - Rubrica a cura di Anutel

Continua il dibattito sul valore della notifica attraverso la corrispondenza privata, sospinto da pareri e articoli di segno opposto rispetto all'orientamento maggioritario della giurisprudenza di legittimità, con riguardo all'affidamento esclusivo a Poste Italiane delle notificazioni degli atti giudiziari e di quelli relativi alle violazioni del codice della strada.
Il rischio è che il confezionamento di questi pareri, spesso discordanti, ma pubblicati su diversi quotidiani economici, piuttosto che trovare fondamento su ponderate basi giuridiche, sia orientato viceversa al perseguimento d'interessi economici di parte.
Certamente, ognuno può perseguire i propri obiettivi e sostenere le proprie opinioni, ma così si corre il pericolo di destabilizzare gli operatori del diritto, che invece richiedono a gran voce direttive chiare e univoche, con appigli solidi che facilitino e non aggravino il proprio lavoro.

Interpretazioni fuorvianti
La strada imboccata su alcuni temi da una parte minoritaria della dottrina crea confusione, laddove invece la alcune importanti pronunce della Cassazione hanno stabilito punti fermi relativamente alle procedure delle notificazioni.
Alcuni autori propongono proprie interpretazioni ed opinioni sui quotidiani, che fanno passare per pensiero della comunità scientifica, che spesse volte nascondono veri e propri incarichi su commissione. I direttori dei giornali dovrebbero vagliare con particolare attenzione gli articoli inviati da collaboratori esterni.
Pertanto, qualsiasi strappo che non trova appiglio nel tessuto giuridico determina una lacerazione che deve essere ricucita.
Il rischio di pubblicare un articolo in contrasto con la giurisprudenza di legittimità è certamente un azzardo, in quanto tutte le volte in cui non vi sono basi giuridiche solide, destabilizzano gli operatori del diritto, che invece sono alla ricerca di solidi appigli giurisprudenziali che facilitino il proprio lavoro.

Il rischio di notifiche non valide
Alcuni di questi interventi creano confusione all'interno degli Enti locali, spingendo i funzionari pubblici ad affidamenti alle poste private, anche per atti come la notifica di ricorsi, in cui non è ammessa la possibilità di derogare al servizio garantito da Poste Italiane: tali atti sarebbero pertanto invalidi.
Tuttavia, pur in costanza di questo dibattito dottrinale, la giurisprudenza conferma la necessità di seguire scrupolosamente i requisiti dettati per il perfezionamento del processo notificatorio, partendo dal soggetto legittimato a questi adempimenti, che per esigenze di ordine pubblico restano affidati in esclusiva a Poste Italiane, come la notifica a mezzo posta degli atti giudiziari e degli atti relativi alle violazioni del codice della strada in base a quanto stabilito dall'articolo 4 del Dlgs 58/2011.

La Cassazione
Con la sentenza 13 febbraio 2015 n. 2922 la Cassazione conferma la necessità perché si perfezioni la notifica via posta del ricorso o dell'appello tributario da parte dell'ente pubblico, di fare riferimento al servizio postale universale fornito da Poste Italiane. Affidare tale adempimento alle agenzie private di posta non è conforme, secondo la Cassazione, all'articolo 140 del Cpc.
Pertanto, il mancato perfezionamento della notifica riguarda sia la raccomandata riconducibile nell'ambito dei servizi inerenti le notificazioni degli atti giudiziari a mezzo posta previste dalla legge 890/1982, sia alla raccomandata diretta a mezzo del servizio postale in base al Dlgs 546/1992, articolo 16, comma 3, ove la notifica sia effettuata nei confronti del contribuente o di società privata.

Equiparazione tra poste private e poste italiane
Solo se la notifica è effettuata nei confronti dell'ente locale (o dell'agenzia delle Entrate), con consegna diretta dell'atto all'impiegato addetto, che ne rilascia ricevuta sulla copia, la notifica a mezzo posta privata è equiparabile alla consegna diretta, ma con la precisazione che si considera eseguita non nel momento della spedizione, bensì in quello della ricezione, equiparando la società privata a un incaricato alla notifica dell'atto.
Poste Italiane, agente fornitore del servizio di posta universale è l'unico a rivestire la qualifica di pubblico ufficiale. La certezza della spedizione dell'atto e il ricevimento da parte del destinatario è di esclusiva attribuzione degli uffici di Poste Italiane, con connotati di specialità estranei a quei servizi postali di accettazione e recapito per espresso di corrispondenza che possono essere dati in concessione ad agenzie private secondo il Dpr 156/1973.
L'inesistenza della notifica non consente il raggiungimento dello scopo previsto per la nullità. La giurisprudenza di legittimità assegna alla notifica delle poste private, il più grave vizio dell'inesistenza non sanabile col raggiungimento dello scopo.
La distinzione non è puramente dogmatica, ma conduce a conseguenze concrete sul piano processuale, l'inesistenza diversamente dalla nullità non può essere sanata.
Il destinatario, qualora venga comunque a conoscenza dell'atto nullo, di solito con la costituzione in giudizio, e con l'unico scopo di sollevare il vizio di notifica, dimostra di averne piena conoscenza e dunque che il proprio diritto di difesa non è stato leso, sanando la notifica nulla.
La sanatoria, invece, non trova applicazione qualora vi sia l'inesistenza della notifica, non essendo idonea a produrre alcun effetto giuridico.
L'inesistenza della notifica è il mancato rispetto del paradigma legale previsto per gli atti di notificazione che esorbitano dalla figura del modello legale di riferimento, difettando degli elementi caratteristici necessari.

(*) Presidente Anutel

(**) Avvocato tributarista


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