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Via libera alla richiesta di pareri alla sezione Autonomie della Corte dei conti

di Paolo Canaparo

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Regioni ed enti locali potranno chiedere pareri alla sezione delle Autonomie della Corte dei conti sulla contabilità pubblica, superando l'attuale limite che dà questa possibilità solo alle sezioni regionali. Lo prevede l'articolo 10-bis del Ddl di conversione del decreto legge 24 giugno 2016 n. 113, introdotto nel corso dell'esame in commissione Bilancio della Camera dei deputati.
Nel quadro attuale, la funzione consultiva su materie di contabilità pubblica, infatti, è affidata alle sezioni regionali di controllo, che esprimono pareri relativamente a profili di carattere generale, con un'analisi diretta principalmente a individuare l'interpretazione di disposizioni di legge e di principi generali dell'ordinamento. Alla sezione delle Autonomie, invece, in base all'articolo 6, comma 4, del Dl 174/2012, è riservata una funzione nomofilattica, ciò per prevenire o risolvere contrasti interpretativi rilevanti per l'attività di controllo o consultiva o per la risoluzione di questioni di massima di particolare rilevanza, anche attraverso l'emanazione di delibere di orientamento alla quale le sezioni regionali si devono conformare.

La novità
L'articolo aggiuntivo inserito in sede di conversione integra ora l'articolo 7, comma 8, della legge 131/2003, prevedendo, accanto alla facoltà riconosciuta a Regioni, Comuni, province e Città metropolitane (di norma tramite il Consiglio delle autonomie locali – Cal) di rivolgersi alle sezioni regionali della Corte dei conti, quella di azionare direttamente a livello centrale la Sezione delle autonomie, di cui fanno parte tutti i presidenti delle Sezioni regionali e che svolge compiti di coordinamento nei confronti dell'azione delle stesse.
La richiesta di parere può essere presentata tramite la Conferenza delle Regioni o quella dei presidenti. Per quanto riguarda le due Conferenze delle Regioni, esistono già, in base a forme di collaborazione previste dalla legge (quali quelle previste dall'articolo 7, comma 8, della legge 131/2003), rapporti istituzionali riconosciuti con la Corte dei conti. In particolare, i presidenti delle due Conferenze sono invitati e partecipare alle adunanze con cui la sezione delle Autonomie adotta linee guida per gli enti regionali.
Per gli enti locali la richiesta di parere alla sezione delle Autonomie può essere presentata dalle rispettive componenti rappresentative nell'ambito della Conferenza unificata.

Il coordinamento a livello centrale
La formulazione dell'articolo 10-bis recepisce una condizione posta dalla Commissione per le questioni regionali nel parere espresso il 7 luglio scorso sul decreto legge 113/2016, con cui, per di assicurare un efficace coordinamento del sistema dei controlli nei confronti degli enti territoriali, si era richiesta l'introduzione, all'articolo 7, comma 8, della legge 5 giugno 2003 n. 131, della facoltà – in aggiunta quelle già previste – di richiedere pareri in materia di contabilità pubblica alla sezione delle Autonomie. Tale condizione trae peraltro origine da un'audizione della Corte il 28 giugno 2016, nell'ambito dell'indagine conoscitiva sulle forme di raccordo tra lo Stato e le autonomie territoriali, con particolare riguardo al «sistema delle conferenze», in cui il presidente della Corte dei conti ha rilevato l'opportunità di un coordinamento più efficace a livello centrale dei pareri espressi sulla contabilità pubblica, per evitare orientamenti difformi delle sezioni regionali (il presidente ha parlato di «diaspora nell'attività consultiva»).


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