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Enti locali alle prese con la verifica degli equilibri di bilancio

di Elena Brunetto (*) - Rubrica a cura di Anutel

L'articolo 193 del Dlgs 267/2000 prevede che gli enti locali debbano garantire sia in sede previsionale che negli atti di variazioni di bilancio, nonché durante tutta la gestione, il mantenimento degli equilibri di competenza e di cassa, attribuendo all'organo consiliare il compito di adottare almeno una volta all'anno entro il termine del 31 luglio apposita deliberazione con cui dare atto del permanere degli equilibri generali di bilancio o, in caso di accertamento negativo, adottare i necessari conseguenti provvedimenti. Inoltre il Dl 174/2012 convertito nella legge 213/2012 all'articolo 3, comma 1, lettera d), ha disposto l'introduzione dell'articolo 147-quinquies al Dlgs 267/2000, attribuendo al Responsabile del Servizio Finanziario la direzione e il coordinamento delle attività di controllo degli equilibri finanziari, mediante la vigilanza dell'organo di revisione, prevedendo altresì che tale controllo sia esteso anche alla valutazione degli effetti che si determinano per il bilancio finanziario dell'ente in relazione all'andamento economico-finanziario degli organismi gestionali esterni.
Alla luce della normativa sopra esposta occorre pertanto procedere a effettuare attenta verifica sull'andamento delle entrate e delle spese previste nel bilancio, al fine di valutare che sia l'andamento delle entrate e delle spese di parte corrente, sia di parte capitale, sia la gestione dei residui risultino in linea con gli stanziamenti in previsione e che, pertanto, la gestione non presenti né faccia prevedere situazioni di squilibrio.
Partendo dalla considerazione che relativamente alla gestione degli investimenti, la corretta applicazione dei principi contabili di cui al Dlgs 118/2011 e s.m.i., che subordinano l'attivazione delle singole spese a verifica di avvenuto accertamento delle corrispondenti entrate e finanziamento, dovrebbe già essere garanzia del mantenimento dell'equilibrio, analizziamo quali sono nel dettaglio le verifiche necessarie, che potremmo cosi schematizzare:
- rispetto del principio del pareggio finanziario,
- equilibri interni (parte corrente, conto capitale, servizi conto terzi),
- congruità del Fondo Crediti Dubbia Esigibilità iscritto a bilancio,
- equilibri di cassa,
- equilibri della gestione dei residui,
- congruità del Fondo Crediti Dubbia Esigibilità accantonato a rendiconto,
- rispetto dei vincoli di finanza pubblica,
- andamento della gestione degli organismi gestionali esterni.

Verifica della gestione
In merito al rispetto del principio del pareggio finanziario occorre pertanto che l'ente, alla luce delle previsioni di bilancio, verifichi l'andamento della gestione già, raffrontando quindi tali previsioni con gli accertamenti e gli impegni già assunti nonché con quelli che la gestione già effettuata consente di prevedere in relazione alla restante parte dell'esercizio. Con riferimento agli equilibri interni, sulla base dei dati gestionali e delle proiezioni al 31 dicembre dell'esercizio, già utilizzati per la verifica del pareggio finanziario, occorre analizzare il rispetto degli equilibri di parte corrente, di parte investimenti, delle partite finanziarie, nonché dei servizi per conto terzi e partite di giro. Confrontando gli stanziamenti di bilancio delle poste di entrata per le quali è stato effettuato l'accantonamento al «Fondo Crediti Dubbia Esigibilità», con gli accertamenti effettuati e l'andamento delle relative riscossioni, è necessario verificare e dimostrare la congruità dell'accantonamento effettuato, anche con riferimento agli eventuali successivi termini di scadenza relativi agli incassi delle somme già accertate.

Equilibri di cassa
Particolare importanza riveste la verifica degli equilibri di cassa, considerata l'introduzione del bilancio di cassa a decorrere dall'esercizio 2016 per tutti gli enti locali, nonché l'obbligo di garantire un fondo cassa finale non negativo. La verifica dovrà pertanto monitorare i flussi di entrata e di spesa già realizzati e verificarne la corretta programmazione nella restante parte dell'esercizio. A seguito dell'avvenuta approvazione del Rendiconto della gestione 2015 entro il termine del 30 aprile, occorre verificare l'andamento della gestione dei residui attivi e passivi conservati, nonché la congruità del Fondo Crediti Dubbia Esigibilità accantonato a rendiconto. Tale verifica dovrà incentrarsi in particolar modo sull'effettiva realizzazione delle poste attive e sulla loro riscossione, quale elemento di garanzia anche per gli equilibri di cassa dell'ente, tenendo conto dell'andamento degli incassi e dei relativi termini di scadenza. Particolare importanza riveste inoltre la verifica del rispetto dei vincoli di finanza pubblica, anche in relazione al monitoraggio del Pareggio di Bilancio che gli enti sono tenuti a effettuare e a inviare al ministero dell'Economia e delle Finanze – Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, entro il termine del 31 luglio.

Organismi gestionali esterni
Le norme prevedono infine che in sede di verifica degli equilibri venga altresì effettuata la verifica dell'andamento della gestione degli organismi gestionali esterni, in relazione ad eventuali situazioni di criticità che possano comportare effetti negativi a carico del bilancio dell'Ente. Occorre pertanto che l'ente acquisisca dalle proprie società controllate e/o partecipate, nonché dagli altri organismi gestionali esterni (consorzi, aziende speciali, istituzioni, fondazioni, eccetera) dati sull'andamento della gestione, al fine di poterne valutare la corrispondenza che gli obiettivi assegnati, nonché con gli stanziamenti eventualmente iscritti nel bilancio dell'ente. Sulla base delle risultanze delle verifiche sopra descritte l'ente potrà di conseguenza dimostrare il rispetto degli equilibri previsti o, in caso di riscontri negativi, adottare ogni possibile azione per garantire il ripristino.

(*) Docente Anutel


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