Home  › Fisco e contabilità

Fondo contenzioso, le regole per gli accantonamenti contro i rischi

di Luciano Fazzi (*) - Rubrica a cura di Ancrel

Il principio concernente la contabilità finanziaria al paragrafo 5.2 punto h) (allegato 4.2 del Dlgs 118/2011) prevede che nel caso in cui l'ente, a seguito di contenzioso in cui ha significative probabilità di soccombere, o di sentenza non definitiva e non esecutiva, sia condannato al pagamento di spese - in attesa degli esiti del giudizio - si è in presenza di un'obbligazione passiva condizionata al verificarsi di un evento (l'esito del giudizio o del ricorso), con riferimento al quale non è possibile impegnare alcuna spesa. In tale situazione l'ente è tenuto ad accantonare le risorse necessarie per il pagamento degli oneri previsti dalla sentenza, stanziando nell'esercizio le relative spese che, a fine esercizio, incrementeranno il risultato di amministrazione che dovrà essere vincolato alla copertura delle eventuali spese derivanti dalla sentenza definitiva. A tal fine si ritiene necessaria la costituzione di un apposito fondo rischi.

I rischi di maggiori spese
Nel caso in cui il contenzioso nasce con riferimento a un'obbligazione già sorta, per la quale è stato già assunto l'impegno, si conserva l'impegno e non si effettua l'accantonamento per la parte già impegnata. L'accantonamento riguarda solo il rischio di maggiori spese legate al contenzioso. In presenza di contenzioso di importo particolarmente rilevante, l'accantonamento annuale può essere ripartito, in quote uguali, tra gli esercizi considerati nel bilancio di previsione o a prudente valutazione dell'ente. L'organo di revisione dell'ente provvede a verificare (in occasione del rendiconto) la congruità degli accantonamenti. In questi ultimi anni si è spesso verificato che il contenzioso fosse legato a risarcimenti per i quali l'ente era chiamato in causa a seguito di calamità naturali.

Le recenti novità normative
Recentemente il Dl 113/2016, in attesa di conversione, ha previsto all'articolo 4 che per il periodo 2016-2019 per garantire la sostenibilità economico-finanziaria e prevenire situazioni di dissesto finanziario dei Comuni, fosse istituito presso il ministero dell'Interno un fondo denominato «Fondo per i contenziosi connessi a sentenze esecutive relative a calamità o cedimenti». Gli enti interessati dal provvedimento dovevano, entro 15 giorni dall'entrata in vigore del decreto, comunicare telematicamente al Ministero apposita richiesta per poter accedere ai fondi previsti.
Per gli anni 2017/2019 invece gli Enti che vorranno beneficiare del "Fondo" dovranno presentare domanda entro il 31 marzo di ciascun anno dimostrando l'esistenza dei requisiti previsti dalla norma.
La ripartizione avverrà con apposito Dpcm su proposta del ministro dell'Interno e di concerto con il ministro dell'Economia e delle finanze, sentita la Conferenza Stato-città e autonomie locali, entro novanta giorni dal termine di invio delle richieste.
Le risorse, infatti, verranno riconosciute ai Comuni che, a seguito di sentenze esecutive di risarcimento conseguenti a calamità naturali o cedimenti strutturali, o ad accordi transattivi a esse collegate, saranno obbligati a sostenere spese di ammontare complessivo superiore al 50 per cento della spesa corrente sostenuta come risultante dalla media degli ultimi tre rendiconti approvati. Queste somme, che potranno essere anche ripartite proporzionalmente nel caso in cui le richieste superino le risorse disponibili, consentiranno di ridurre gli accantonamenti a titolo di fondo contenzioso liberando risorse da utilizzare per finanziare la spesa corrente ed evitare, nel caso di applicazione di quote accantonate dell'avanzo di amministrazione, problemi legati al rispetto del pareggio di bilancio così come previsto dall'articolo 1, comma 710, della legge 28 dicembre 2015 n. 208.

(*) Segretario Ancrel


© RIPRODUZIONE RISERVATA