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La convalida non salva le delibere tardive sui tributi

di Giuseppe Debenedetto

Non è possibile aggirare il termine di approvazione delle aliquote dei tributi locali attraverso un provvedimento di "convalida" della delibera della giunta. Lo ha stabilito il Tar Potenza con la sentenza n. 767/2016, annullando non solo la delibera di consiglio adottata ad agosto del 2015, cioè oltre i termini previsti, ma anche la delibera di convalida adottata ad ottobre 2015.

La vicenda
La pronuncia si inserisce nell'ampio filone giurisprudenziale formatosi sulla questione delle delibere tardive del 2015, cioè adottate oltre il 30 luglio 2015, costituito ormai da oltre 60 sentenze di Tar tutte sfavorevoli ai Comuni (tra le più recenti, si segnala la sentenza n. 1340/2016 del Tar di Catanzaro).
Il legislatore è riuscito a salvare solo le delibere approvate entro il 31 luglio 2015, con una "mini sanatoria" inserita nella legge di stabilità 2016, lasciando però cadere la proposta di una sanatoria di più ampio respiro.
In assenza di proroga dei termini, il Mef ha quindi impugnato le delibere tardive depositando i ricorsi davanti a diversi Tar d'Italia. Al momento già una sessantina di Comuni si sono visti annullare delibere Tari, Tasi e Imu, ed altri ricorsi sono tuttora pendenti. Il filo conduttore di tutte le pronunce è costituito dalla perentorietà del termine del 30 luglio 2015, poi esteso al 31 luglio 2015, pena l'illegittimità delle delibere approvate in ritardo. Il Tar Potenza con la sentenza n. 767/2016 ha ribadito tale concetto annullando la delibera tardiva adottata ad agosto 2015, ma anche quella di "convalida" approvata ad ottobre 2015. Nel caso in questione il Comune non aderiva all'invito del Mef di annullare in autotutela la delibera tardiva ma procedeva a convalidare ai sensi dell'articolo 21-nonies della legge 241/1990 la delibera di giunta, avente però a oggetto la proposta di determinazione delle aliquote Tasi, quest'ultima adottata entro il termine del 30 luglio 2015.

La decisione
Un escamotage che non è piaciuto al Tar di Potenza, il quale ha evidenziato che la delibera di giunta non ha disposto alcuna variazione dell'aliquota in questione, essendosi limitata a proporla al Consiglio comunale, che poi la approvava il 28 agosto 2015. Si tratta pertanto di una delibera che ha natura propositiva, come si evince dal dispositivo e dall'analisi dello stesso provvedimento. Il procedimento di fissazione delle aliquote Tasi si è invece concluso con l'emanazione della delibera consiliare di agosto. In sostanza la volontà della giunta comunale, espressa con la deliberazione del 30 luglio 2015 non era quella di proporre un certo livello di tassazione locale per l'anno 2015, bensì quella di fornire al consiglio comunale la documentazione necessaria per l'emanazione del provvedimento avente a oggetto i singoli tributi, con l'illustrazione delle sottocategorie e delle ragioni di ciascun tributo comunale.
D'altronde la "convalida" è un rimedio che consente di sanare atti viziati di illegittimità, mentre la delibera di giunta è pienamente legittima e costituisce una mera proposta al consiglio comunale ai fini dell'adozione del provvedimento definitivo, autonomo rispetto alla proposta.
In conclusione restano applicabili le aliquote Tasi del 2014, più basse rispetto a quelle fissate dalle due delibere adottate ad agosto e ad ottobre 2015, entrambe pubblicate sul sito del Dipartimento delle Finanze ma ora annullate dal Tar.


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