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Enti locali a rischio con rotazione dirigenti

di Francesco Tuccio (*) - Rubrica a cura di Anutel

Con una nota indirizzata al Presidente dell'Anac Raffaele Cantone, l'Anutel ha posto all'attenzione alcune casistiche che emergono nei Comuni, e che stanno incidendo anche negativamente sui bilanci degli stessi. Quale presidente dell'Anutel ho ritenuto di sottoporre il problema all'Anac, iniziando con l'analisi della legge 190/2012 sulla rotazione dei dirigenti, difatti, il testo di legge esprime più volte il concetto: nell'articolo 1, comma 4, lettera e), nell'articolo 1, comma 5, lettera b), e nell'articolo 1, comma 10, lettera b), dai quali emerge la volontà di contrastare la corruzione.

La rotazione
Il Dlgs 150/2009, modificando l'articolo 16, comma 1, lettera l-quater), del Dlgs 165/2001 prima dell'introduzione delle legge anticorruzione, affida lo strumento della rotazione del personale ai dirigenti che con provvedimento motivato ruotano i dipendenti coinvolti in procedimenti penali o disciplinari per condotte di natura corruttiva. Propositi condivisibili, improntati all'esaltazione del principio d'imparzialità e di parità di condizioni, contro le pratiche illegittime oggetto in alcuni casi della patologica dialettica instaurata nella Pa, che oggi per merito dell'Anac hanno visto un deciso decremento. Tanto premesso, la discrezionalità insita nella rotazione dei dirigenti, porta con sé delle strumentalizzazioni che contrastano con i principi di buona amministrazione e imparzialità. La rotazione certamente comporta profili di particolare rilevanza, involgendo direttamente i diritti dei lavoratori, ponendosi in conflitto con la continuità dell'azione amministrativa e con la valorizzazione della professionalità acquisita dai dipendenti in certi ambiti e settori specifici, come ad esempio quelli riguardanti gli uffici Tributi e Finanziari.

Profili giuslavoristici
I profili giuslavoristi sono certamente i più delicati, attenendo alla professionalità acquisita dal lavoratore, e potendo nascondere problemi di demansionamento e pratiche di mobbing, al solo fine di spostare un dirigente o funzionario scomodo dal proprio settore di competenza, ove opera correttamente e con profitto per il proprio ente, ma spesse volte in conflitto politico con i suoi amministratori.
Dall'esame effettuato, si evidenzia come i settori Tributi e Finanziario sono sicuramente quelli maggiormente esposti ad attenzione, in quanto con le loro attività incidono sui contribuenti/elettori, oppure condizionano le scelte politiche, specie se impopolari.
La delibera n. 13 del 4 febbraio 2015 dell'Anac, formula alcuni importanti orientamenti a riguardo, quale l'autonomia delle amministrazioni sull'organizzazione dei propri uffici, la tutela del buon andamento e la continuità dell'azione amministrativa. Tra di essi vi è anche la garanzia delle competenze professionali necessarie allo svolgimento di talune attività specifiche, con particolare riguardo a quelle a elevato contenuto tecnico.

Gli uffici "sensibili"
Problema ancor più rilevante riguarda in modo particolare l'ufficio Tributi, che spesse volte è oggetto di esternalizzazione delle attività di accertamento e riscossione dei tributi locali, decisioni prive di giustificazione, in Comuni dove vi è già un'organizzazione con personale efficiente, tali da far sì che l'ente subisca con la fase di rotazione un'incidenza negativa sulla gestione delle proprie entrate. Infatti, a seguito di ciò, accade che il dipendente trasferito ad altra sede depriva l'ufficio Tributi di risorse umane necessarie alla gestione delle imposte, ragion per cui l'organo politico ha la strada spianata per esternalizzare i suddetti servizi a soggetti diversi, ma con percentuali che vanno dal 30 al 40% delle imposte riscosse, il tutto a danno, ovviamente, dei bilanci dell'ente e di conseguenza anche del cittadino.
Tale problema è comune anche ad altre categorie di dipendenti, infatti identica "metodologia" viene utilizzata per i dirigenti delle aree ove sono in scadenza i contratti di servizi "a rischio infiltrazioni" in cui va posta maggiore attenzione come quello dei rifiuti urbani.

Il rischio di usi distorti
Con l'alibi dall'Anticorruzione, d'intesa con taluni organi di valutazione non sempre "indipendenti dalle logiche politiche", la rotazione dei dirigenti o, in mancanza di giuste motivazioni, attraverso pretestuose riorganizzazioni degli uffici, l'organo politico "elimina" i dirigenti scomodi intimorendo quelli meno coraggiosi. La suddetta problematica merita una decisa revisione e rimodulazione della legge, magari sottoponendo l'efficacia degli atti al visto di Anac. Si aggiunge poi che il Legislatore, nell'emanare l'Imu (Imposta Municipale Propria) ha volutamente soppresso l'incentivo garantito al personale che veniva erogato solo nel caso in cui l'ufficio effettuasse direttamente l'attività accertativa. Come è notorio l'incentivo erogato all'ufficio Tributi, portava con sé anche innovazione tecnologica dentro gli enti locali permettendo l'acquisto di personal computer, software, e corsi di formazione, il tutto incentivando la lotta all'evasione fiscale.
Ora la cosiddetta esigenza di esternalizzazione dei servizi, si concretizza attraverso un involutivo metodo che passa attraverso le seguenti fasi:
1. Rotazione dei dirigenti in altri uffici;
2. Trasferimento delle risorse umane in settori diversi da quello in cui si è acquisita un'esperienza decennale di intelligence;
3. Eliminazione dell'incentivo al personale;
4. Mancata assunzione di nuovo personale;
5. Carenza di risorse informatiche e poca formazione al personale.
Ecco perché il Legislatore ha tutto l'interesse di ripristinare le vecchie procedure riattivando tali strumenti, anche se impopolari, ma che certamente possono solo portare benefici economici all'ente locale, senza, però, disperdere le competenze tecniche acquisite.

(*) Presidente Anutel


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