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Il lento avvio della contabilità economico-patrimoniale

di Marco Castellani (*) - Rubrica a cura di Ancrel

Nelle linee guida emanate dalla sezione Autonomie della Corte dei conti (delibera n. 24/2016 del 22 giugno) per gli organi di revisione sui bilanci 2016-2018, nell'ambito delle domande preliminari al punto 2, viene chiesto se l'ente ha provveduto alla riclassificazione, secondo il piano dei conti, delle voci dell'inventario e dello stato patrimoniale, chiusi al 31 dicembre 2015 nel rispetto del Dpr 194/19096.

Si tratta dell'attività preliminare che gli enti devono effettuare per poter dare avvio alla tenuta della contabilità economico–patrimoniale con il metodo della partita doppia attraverso la matrice di Arconet. La riapertura dei saldi chiusi al 31 dicembre 2015 al 1° gennaio 2016 non ha un rilievo solo formale, ma anche sostanziale.

La riclassificazione
Innanzitutto è determinante che le voci di credito e di debito correlate a residui attivi e passivi siano valorizzate seguendo i collegamenti imposti dalla matrice e dal piano dei conti integrato. In caso contrario, reversali e mandati del 2016 andrebbero ad attivare delle scritture di chiusura di crediti e debiti non correttamente valorizzate.
Analogamente anche i cespiti devono essere interamente riclassificati. In questa attività gli enti non hanno alcuna discrezionalità e devono essere in grado di presentare una situazione al 1° gennaio 2016 nel modello di stato patrimoniale ex Dlgs 118/2011 a valori invariati rispetto a quelli chiusi al 31 dicembre 2015 con il rendiconto Dpr 194/1996.

Le rettifiche
Successivamente dovranno essere effettuate tutte le rettifiche necessarie per l'adeguamento dei valori ai criteri stabiliti dall'armonizzazione dandone evidenza in un apposito conto «Rettifiche di Valutazione» che confluirà nelle riserve di capitale. Tra le principali rettifiche si segnalano:
• la capitalizzazione degli investimenti per Sal e non più per cassa,
• lo scorporo dell'area del sedime dal valore dei fabbricati e la rivalutazione del patrimonio
• la valorizzazione dei crediti al netto del fondo svalutazione crediti che dovrà essere riconciliato con il fondo crediti di dubbia esigibilità espresso in sede di rendiconto (Allegato c),
• la valorizzazione delle società controllate e partecipate al patrimonio netto (il criterio del costo non è più ammesso),
• la valorizzazione delle giacenze di cassa ulteriori rispetto al saldo di tesoreria (ad esempio, c/c postali),
• l'imputazione a patrimonio netto dei permessi di costruire che finanziano investimenti,
• l'imputazione a risconti passivi dei conferimenti,
• la valorizzazione dei fondi rischi,
• la valorizzazione dei ratei passivi di debito per costi del personale.

Le attività da concludere prima del rendiconto 2016
Effettuate tutte le scritture di rettifica gli enti devono presentare una situazione al 1° gennaio 2016 aggiornata e pronta per la partenza delle scritture in partita doppia che, in verità, dovrebbero essere già partite da inizio esercizio.
In realtà si sta registrando in generale un grande ritardo. Gli organi di revisione dovranno verificare lo stato dell'arte invitando gli enti a effettuare queste operazioni almeno entro il mese di ottobre anche se il principio contabile 4/3 prevede che il termine ultimo per formalizzare le operazioni di avvio con un'apposita delibera di Consiglio comunale sia quello della delibera del rendiconto 2016.
In pratica l'approvazione del rendiconto dovrà essere proceduta da una delibera con la quale si dà atto della nuova apertura e del conseguente nuovo patrimonio netto dell'ente. Nella relazione al rendiconto si dovranno anche evidenziare le rettifiche che non sono state effettuate per le quali il principio contabile concede un ulteriore anno di tempo. La contabilità economico–patrimoniale, pur avendo un ruolo conoscitivo, è fortemente incentivata dal nuovo ordinamento contabile e pertanto il percorso non deve essere sottovalutato. Del resto come previsto dall'allegato 7 al Dlgs 118/2011 tutte le operazioni contabili devono essere tracciate e, al fine di consentire la rappresentazione riassuntiva dei costi per missioni prevista dall'articolo 14, comma 3, e che costituisce un allegato al rendiconto, la codifica del piano integrato dei conti deve essere attribuita anche alle scritture di assestamento della contabilità economico-patrimoniale.

(*) Vice Presidente Ancrel


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