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Rimborsi spese in favore di Equitalia

di Stefano Baldoni (*) - Rubrica a cura di Anutel

Entro il prossimo 30 giugno i comuni sono tenuti al versamento in favore di Equitalia della prima rata delle spese sostenute dagli agenti della riscossione, relativamente alle quote inserite nei ruoli "rottamati" ad opera dei commi 527 e seguenti della L. 228/2012 e del D.M. 15/06/2015.

La rottamazione dei ruoli
Il comma 527 dell'articolo 1 della legge 228/2012 aveva previsto l'automatico annullamento, decorsi sei mesi dalla sua entrata in vigore (quindi il 1° luglio 2013), dei crediti di importo fino a 2.000 euro (comprensivo di capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni) iscritti in ruoli resi esecutivi entro il 31 dicembre 1999. Per i crediti di importo superiore a 2.000 euro, iscritti nei medesimi ruoli, il comma 528 stabiliva invece che, una volta esaurite le attività di riscossione, gli agenti erano tenuti a darne comunicazione all'ente creditore. Il Dm 15 giugno 2015 ha dato attuazione alle citate norme, prevedendo entro lo scorso 30 settembre la trasmissione in via telematica ai comuni da parte degli agenti della riscossione di due tipologie di elenchi. Il primo elenco contiene le quote di importo non superiore a 2.000 euro iscritte nei ruoli resi esecutivi entro il 31 dicembre 1999, annullate alla data del 1° luglio 2013. Tali quote sono automaticamente discaricate, senza oneri amministrativi per gli enti, fatta eccezione per quelle che non hanno i requisiti di legge, vale a dire sono di importo superiore a 2.000 euro (sempre che non abbiano i requisiti per l'inserimento nel secondo elenco) o sono iscritte in ruoli resi esecutivi dopo il 31 dicembre 1999. Al fine di verificare la presenza di quote che non dovevano essere oggetto di discarico automatico, gli enti creditori avrebbero dovuto segnalare eventuali anomalie all'agente della riscossione entro 6 mesi dalla ricezione degli elenchi (termine di norma scadente alla fine di marzo 2016). Il secondo elenco è relativo, invece, alle quote iscritte nei medesimi ruoli, ma di importo superiore a 2.000 euro, per le quali si ritengono concluse le attività di riscossione. Ciò, in base al decreto, avviene quando le quote non sono interessate alternativamente da:
- procedure esecutive pendenti;
- contenzioso pendente;
- accordi di ristrutturazione o transazioni fiscali o previdenziali;
- insinuazioni a procedure concorsuali ancora aperte o dilazioni di pagamento, concesse ai sensi dell'articolo 19 del Dpr 602/1973.
Anche tali quote sono automaticamente discaricate, salvo che non si sia riscontrato il loro erroneo inserimento nell'elenco entro 6 mesi dalla sua consegna.

Il rimborso delle spese per le procedure esecutive
Le norme della legge 228/2012 hanno altresì previsto il diritto da parte dell'agente della riscossione al rimborso delle spese per le procedure esecutive poste in essere per le quote eliminate. A tal fine gli agenti dovevano presentare apposita istanza entro lo scorso 30 settembre. Il pagamento delle spese, determinate in base agli importi risultanti nei bilanci certificati delle società di riscossione alla data del 31 dicembre 2014, è posto a carico dello Stato, per le quote erariali, e dei singoli enti creditori, per le proprie partite. In proposito il decreto 15 giugno 2015 prevede che il pagamento delle somme dovute dai Comuni avvenga in venti rate annuali, senza interessi, con scadenza della prima rata il 30 giugno 2016. Pertanto i Comuni, dopo aver riscontrato la correttezza delle quote fornite dagli agenti, dovrebbero provvedere entro quest'ultimo termine al rimborso della prima rata delle spese richieste. Si constata, tuttavia, che nelle comunicazioni trasmesse dagli agenti e ricevute dai comuni è indicato solo l'importo complessivo delle spese, mentre non sono riportate informazioni in merito al dettaglio dei conteggi delle stesse, impedendo qualsiasi riscontro in merito. L'onere per il pagamento delle citate spese è a carico dei comuni e non dello Stato, a differenza di quanto è accaduto invece per la restituzione delle anticipazioni erogate dagli allora vigenti concessionari della riscossione, in forza del «riscosso per non riscosso», in base alle previsioni dell'articolo 3, comma 13, del Dl 203/2005, e del rimborso agli agenti delle spese relative alle procedure esecutive maturate negli anni dal 2000 al 2013 (articolo 1, comma 685, della legge 190/2014). Va, infine, segnalato che un nuovo disegno di legge, attualmente all'esame del Senato (AS n. 2257), prevede un nuovo mini-condono per le iscrizioni a ruolo dei soggetti in situazione di grave o momentanea difficoltà finanziaria (che comunque non dovrebbe riguardare i tributi locali).

(*) Componente Giunta esecutiva e Osservatorio tecnico Anutel - Docente esclusivo Anutel


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