Home  › Fisco e contabilità

Notifica degli atti tributari a mezzo posta: limiti e condizioni

di Maria Suppa (*) - Rubrica a cura di Anutel

La notificazione è un procedimento tipico, formale e complesso con il quale l'atto viene portato a legale conoscenza del destinatario. Poiché la notifica è una mera condizione di efficacia e non un elemento costitutivo dell'atto amministrativo di imposizione tributaria, essa non attiene alla sua validità bensì, appunto, alla sua efficacia (si vedano ex multis, Cassazione, sezione tributaria, ordinanza n. 917/16 e sezioni Unite, sentenza n. 19704/15).
Ne consegue che il vizio di nullità/inesistenza della notifica è del tutto irrilevante ove essa abbia raggiunto lo scopo per avere il destinatario impugnato l'atto, che si presume viziato, entro il termine di decadenza concesso all'ente per adottare e notificare il provvedimento amministrativo di imposizione tributaria. Se, invece, il vizio di nullità/inesistenza della notificazione viene contestato attraverso l'impugnazione dell'atto consequenziale, la sussistenza del vizio accertata dal giudice determinerà la nullità anche dell'atto impugnato e dell'atto presupposto (nullità derivata).

La notifica a mezzo posta «diretta»
La notifica «diretta» a mezzo posta degli atti impositivi e processuali tributari è forma legale di notifica poiché espressamente prevista da specifiche disposizioni di legge. Sottolinea, infatti, il diritto vivente (si veda, tra le ultime, Cassazione sentenze nn. 7217 e 7218 del 2015 ) che si tratta di una modalità di notificazione pienamente legittima perché espressamente prevista dal Legislatore tributario per la notifica degli atti tributari sostanziali, oltreché di quelli processuali.
L'ente locale è, quindi, abilitato alla notificazione dell'atto senza l'intermediazione dell'agente notificatore (ferma restando, ovviamente, quella dell'ufficiale postale), attraverso la spedizione per posta di plico raccomandato con avviso di ricevimento (secondo le modalità previste dal Dm Sviluppo economico 1° ottobre 2008 «Approvazione delle condizioni generali per l'espletamento del servizio postale universale»; diritto vivente, ex multis, Cassazione ordinanze nn. 3254 e 2047 del 2016). In tale caso, la notifica si ha per eseguita, per il notificante, alla data di spedizione, mentre per il destinatario alla data di ricevimento del plico. Contrariamente, quindi, a quanto accade nella notifica a mezzo posta ex lege 890/1982, dove è prevista la presenza dell'agente notificatore (ufficiale giudiziario, messo comunale, messo notificatore e agente della riscossione), nella notifica mediante posta con raccomandata A.r., è il Comune che direttamente procede alla notificazione. In particolare, l'atto spedito per posta ordinaria può ritenersi validamente notificato in presenza dell'avviso di ricevimento sottoscritto dal destinatario o da uno dei soggetti abilitati a riceverlo. L'avviso di ricevimento deve contenere, altresì: l'indicazione della data e dell'Ufficio di spedizione, l'indirizzo del destinatario, la data di ricevimento, la sottoscrizione dell'incaricato alla distribuzione e la firma del soggetto ricevente; non è, invece, necessario indicare la qualità di chi riceve l'atto. Non è, pertanto, ravvisabile alcun profilo di nullità ove il suddetto avviso di ricevimento, debitamente consegnato nel domicilio del destinatario, sia sottoscritto (anche se con firma illeggibile) da persona ivi rinvenuta, ma della quale non risulti dall'avviso medesimo la qualità o la relazione col destinatario dell'atto (si vedano, ex multis, Cassazione sentenza n. 9246/15; ordinanze nn. 25128 e 12184 del 2013 e n. 11708/11). Ciò per la ragione che l'attività complessivamente svolta dall'Agente postale sia quella espressamente consacrata nell'avviso di ricevimento che quella presupposta, come l'accertamento della qualità del consegnatario dell'atto in relazione alla previsione di cui agli articoli 20 e 26 del Dm 1° ottobre 2008 è assistita dalla speciale efficacia probatoria prevista dagli articoli 2699 e 2700 del Codice civile, attesa la natura di atto pubblico spettante all'avviso di ricevimento della raccomandata, con la conseguente imprescindibile necessità che la prova del contrario sia fornita mediante querela di falso Al fine, quindi, di contestare la veridicità delle attestazioni contenute nell'avviso di ricevimento, quanto al luogo di notificazione, all'estraneità della persona che ha sottoscritto l'avviso alla propria sfera personale o familiare o alla intelligibilità della firma, il destinatario dell'atto sarà costretto a proporre la querela di falso, ex articoli 221 e seguenti del Codice di procedura civile, innanzi al giudice ordinario, diversamente dette contestazioni non hanno alcuna rilevanza giuridica.

Aspetti rilevanti di efficacia
La mancanza di un agente notificatore tenuto per legge a svolgere una complessa e specifica procedura, può, però, rendere più concreto il rischio per l'ente locale di ritrovarsi con un atto «non notificato» e, quindi, inefficace, pur avendo spedito la raccomandata con A.r. In particolare, la notifica è giuridicamente inesistente (e l'atto impositivo privo di efficacia) quando l'avviso di ricevimento è privo della sottoscrizione del destinatario o di uno dei soggetti abilitati a riceverlo. Poiché le disposizioni che disciplinano il servizio postale ordinario, diversamente da quanto accade nella notifica a mezzo posta di cui alla legge 890/1982 (articolo 8) non prevedono il perfezionamento della notifica a seguito di «compiuta giacenza», non può non ritenersi che la notifica mediante posta con A.r.. si perfezioni solo nel caso in cui si realizzi la conoscenza effettiva dell'atto. Pertanto, in tutti i casi in cui l'avviso di ricevimento contenga la dicitura «irreperibile», «sconosciuto», «indirizzo inesistente», così come nei casi in cui il plico, depositato presso l'ufficio postale per l'assenza del destinatario, non venga ritirato, la notifica non si è realizzata e l'atto è privo di efficacia. Qualora, invece, l'atto depositato presso l'Ufficio postale venga ritirato dal destinatario o da persona dallo stesso incaricata, la notifica si ha per eseguita decorsi dieci giorni dalla data del rilascio dell'avviso di giacenza, ovvero dalla data del ritiro del piego, se anteriore, in applicazione analogica di quanto disposto dall'articolo 8 della legge 890/1982 (Cassazione, ordinanza n. 2047/16).

(*) Avvocato tributarista, componente Osservatorio Tecnico e docente esclusivo Anutel


© RIPRODUZIONE RISERVATA