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Niente Tasi sull'abitazione dei pensionati Aire

di Stefano Baldoni (*) - Rubrica a cura di ANUTEL

L'esclusione dell'abitazione principale dal tributo per i servizi indivisibili è una delle più rilevanti novità della legge di stabilità 2016. Da quest'anno, infatti, per effetto della modifica dei commi 639 e 669 della legge 147/2013, il tributo non è più dovuto per l'immobile destinato ad abitazione principale del possessore o del detentore e del suo nucleo familiare.

Equiparazioni
L'esclusione coinvolge anche le fattispecie equiparate o equiparabili per legge all'abitazione principale ai fini Imu. In particolare, tra quest'ultime, c'è l'abitazione posseduta nel nostro Paese da cittadini italiani residenti all'estero e già pensionati negli Stati di residenza.
Il comma 2, articolo 13, del Dl 201/2011, dopo la modifica apportata dall'articolo 9-bis del Dl 47/2014, ha stabilito che a partire dal 2015 è equiparata all'abitazione principale una sola unità immobiliare posseduta in Italia a titolo di proprietà o di usufrutto dai cittadini italiani residenti all'estero, a condizione che:
- il cittadino sia iscritto all'Anagrafe degli italiani residenti all'estero (Aire);
- il soggetto sia già pensionato nel Paese di residenza;
- l'abitazione ubicata in Italia non sia concessa in locazione o in comodato.

La risoluzione Entrate 6/Df
Sulla prima condizione, il ministero dell'Economia ha avuto modo di chiarire, con la risoluzione del 26 giugno 2015 n. 6/Df, che l'immobile non deve trovarsi necessariamente nello stesso Comune di iscrizione all'Aire.
In merito alla seconda condizione, invece, è stato evidenziato che l'agevolazione può riguardare una sola abitazione, che oltre a essere posseduta a titolo di proprietà o di usufrutto dal residente all'estero, non deve essere concessa in locazione o in comodato a terzi. Ciò pone il problema, per esempio, relativo alle abitazioni possedute in comproprietà. Infatti, nel caso di abitazioni utilizzate dall'altro comproprietario si potrebbe ritenere che il beneficio dell'equiparazione non operi in favore del residente all'estero, poiché si configura in questo caso un comodato (seppure pro-quota) a beneficio dell'altro contitolare.
In relazione al terzo requisito, nella risoluzione appena sopra richiamata, il ministero ha precisato che l'agevolazione spetta solo se il cittadino residente all'estero beneficia di una pensione in convenzione internazionale (che si totalizza con una pensione italiana) o di una pensione estera. Sempre a condizione che la pensione (sia in convenzione internazionale sia autonoma) venga erogata dallo Stato estero di residenza del soggetto. Non rileva, invece, il tipo di pensione, ben potendosi trattare anche di una pensione di invalidità.
Al ricorrere delle tre condizioni, il cittadino italiano residente all'estero non sarà tenuto al versamento dell'Imu, ovvero, se si tratta di un'abitazione appartenente alle categorie catastali A/1-A/8 o A/9, dovrà corrispondere il tributo beneficiando dell'aliquota agevolata e della detrazione previste.

Per analogia
Stesso trattamento si avrà nella Tasi, essendo una casistica assimilata dalla legge all'abitazione principale. Si ricorda che nel 2015, invece, alle stesse era assicurata una riduzione del tributo di 2/3, a fronte della quale era riconosciuto ai Comuni un trasferimento compensativo di complessivi due milioni di euro annui. Riduzione oggi da ritenersi superata dall'esclusione prevista per l'abitazione principale, fatta eccezione per gli immobili iscritti nelle categorie catastali A/1-A/8 e A/9.
Permane, invece, il diritto alla riduzione di 2/3 nella tassa sui rifiuti, analogamente a quanto accaduto nel 2015.

(*) Componente Giunta esecutiva e Osservatorio tecnico Anutel - Docente esclusivo ANUTEL


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