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Omicidio stradale, enti in pre-dissesto, legge Delrio, tesoreria e diritti d'imbarco: il confronto tra Anci e Viminale

di Emiliano Falconio

Omicidio stradale, norme sugli enti in pre-dissesto, legge Delrio, servizio di tesoreria e diritti d'imbarco aeroportuali. Questi i principali temi affrontati nel corso della Conferenza Stato-Città, che si è riunita ieri al ministero dell'Interno.

Omicidio stradale
Un incontro congiunto tra Anci, ministero dell'Interno e dipartimento della Pubblica sicurezza, è stato chiesto per chiarire alcuni aspetti contenuti nella legge sull'omicidio stradale che, in alcuni casi, chiama in causa, per responsabilità oggettiva, Comuni, Città metropolitane e Province in quanto proprietarie di alcune strade. «Molti sindaci - ha detto Bianco al termine della riunione - ci hanno fatto pervenire la loro preoccupazione in merito alla direttiva del Dipartimento della pubblica sicurezza che, nel caso di omicidio stradale, estende in modo irrazionale le responsabilità agli enti proprietari delle strade. L'Anci non entra nel merito della legge, che ritiene giusta nel complesso, ma reputa necessario avviare una seria e rapida riflessione, per non esporre ulteriormente i sindaci a responsabilità oggettive su questo delicato tema e, al contempo, evitare un fastidioso ping pong di responsabilità tra le istituzioni del Paese».

Enti in pre-dissesto
Per quanto riguarda gli enti in pre-dissesto, Anci ha espresso la necessità di un deliberato di tipo interpretativo del Viminale, che faccia chiarezza sul piano di rientro degli enti in pre-dissesto e che allinei la durata del piano stesso alle tempistiche previste per gli altri Comuni.
Ad oggi, infatti, in virtù del nuovo sistema di contabilità, gli enti possono ripianare in trent'anni eventuali disavanzi derivati dall'accertamento straordinario dei residui. Questa condizione, però, non riguarda gli enti che hanno fatto ricorso alla procedura di riequilibrio prima del 2015 (anno in cui è entrata in vigore la nuova contabilità) obbligandoli nei fatti a rientrare dal disavanzo in soli dieci anni. Da qui la richiesta Anci, anche alla luce di una recente interpretazione della Corte dei conti sezione Autonomie che esclude la possibilità per gli enti in pre-dissesto di correggere e quindi allungare il ripiano del disavanzo. Al contempo è stato auspicato che «la questione venga inserita nel decreto enti locali – ha detto Bianco – che la Presidenza del Consiglio ha assicurato da tempo di voler predisporre ma che, ad oggi, non è stato ancora varato e su cui chiediamo di essere ascoltati preventivamente sulle misure che interessano i Comuni».

Legge Delrio
Chiarimenti chiesti da Anci, poi, anche sulla legge Delrio, in particolare per quanto riguarda la surroga dei consiglieri metropolitani decaduti a seguito delle ultime elezioni, e un intervento normativo che permetta alle Città metropolitane andate al voto di poter chiudere i bilanci entro il 31 luglio. Sulla prima questione l'Anci, pur condividendo l'apertura del governo sull'applicazione dell'istituto della prorogatio anche ai Consiglieri metropolitani e provinciali, ha ribadito come rimanga aperto il tema dell'obbligo di surroga anche per tutti i consiglieri decaduti, così come rimane aperta la questione relativa all'assenza di eletti nelle liste elettorali, con cui procedere alle surroghe stesse. Questo – ha rimarcato l'Anci – apre un problema di integrità degli organi consiliari nonché una difficoltà di raggiungimento del quorum per la validità delle sedute dei Consigli metropolitani. Sui bilanci, invece, dati i ballottaggi della prossima settimana e i tempi tecnici di insediamento dei nuovi sindaci metropolitani, il rischio è che non ci siano tempi adeguati per una corretta chiusura degli esercizi; da qui la richiesta di intervento, recapitata nei giorni scorsi anche dal presidente Anci Piero Fassino, tramite lettera ai ministri dell'Interno Angelino Alfano e degli Affari regionali Enrico Costa.

Tesoreria
Capitolo tesoreria. La propostarecapitata da Anci al ministero dell'Interno si articola in cinque punti: ritorno al regime "misto" per l'affidamento dei servizi di tesoreria; aumento del grado di concorrenza tra le istituzioni finanziarie interessate al servizio; anticipo di tesoreria per gli enti in dissesto; procedure semplificate di affidamento del servizio per le Unioni di Comuni e per i Comuni nati da fusione. Sempre nel corso della riunione il ministero dell'Interno ha presentato un'indagine conoscitiva sulla situazione degli affidamenti dei servizi da cui, secondo il presidente del Consiglio nazionale Anci, Enzo Bianco, «emergono alcuni seri profili di criticità nell'affidamento dei servizi stessi che rischiano di aggravarsi nel 2017 quando scadranno oltre 2mila contratti di tesoreria. L'indagine – ha aggiunto il sindaco di Catania – in qualche caso è addirittura allarmante e tra qualche mese la situazione potrebbe rivelarsi delicatissima. Consegniamo perciò – ha concluso – un documento con le nostre proposte, confidando al contempo dei provvedimenti legislativi e un immediato confronto tra Anci, Mef, ministero dell'Interno, Abi e Banca d'Italia al fine di arrivare a una soluzione condivisa».

Diritti d'imbarco
Infine i diritti d'imbarco aeroportuali. Per Anci «serve una procedura di riparto del gettito più razionale ed efficiente, magari attraverso un intervento urgente che preveda il ristoro delle somme ingiustamente non attribuite ai Comuni a titolo di addizionale, la rimozione degli ostacoli di natura normativa (che hanno portato i ministeri competenti alla modifica dei criteri di determinazione delle somme spettanti ai Comuni) e una stima precisa di traffico dei passeggeri e relativo versamento di quote dell'addizionale da parte delle compagnie aeree».
«Abbiamo presentato una proposta contenente soluzioni tecniche – ha riferito Bianco -, per risolvere una questione sollevata da tempo e che, se non risolta, potrebbe portare molti Comuni ad intraprendere iniziative nelle sedi giurisdizionali».


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