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Ai Comuni 15,5 milioni per il ristoro del minor gettito dell'Imu agricola

di Roberta Giuliani

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

In arrivo per 1.614 Comuni 15.500.000 euro per il rimborso dell'Imu agricola del 2015: le casse locali dovranno però aspettare la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del Dm Interno ed Economia del 1° giugno scorso anticipato dalla direzione centrale della Finanza locale del Viminale.
Con la ripartizione, valida solo per il 2015, vengono "ristorati", i Comuni, delle regioni a statuto ordinario ma anche delle regioni Friuli Venezia Giulia, Sicilia e Sardegna, per la perdita dovuta al minor gettito Imu derivante dalle detrazioni riconosciute ai terreni posseduti e condotti da coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali previste dal comma 1-bis dell'articolo 1 del Dl 4/2015. I terreni sono quelli ubicati nei Comuni indicati nell'allegato 0A del Dl n. 4/2015 ovvero degli enti classificati come non montani «che nel passaggio dai criteri di esenzione di cui alla circolare n. 9 del 1993 a quelli dello stesso decreto n. 4 risultano essere imponibili, a fronte di una precedente esenzione». Come stabilito dall'articolo 1 del Dl n. 4, gli agricoltori professionali dei Comuni totalmente o parzialmente montani e delle isole minori sono infatti considerati esenti.

L'intreccio di norme
Per districarsi nell'intreccio di norme che ha complicato la questione dell'Imu agricola il decreto richiama la nota metodologica del 2 novembre 2015 con la quale il Mef, in accordo con la Conferenza Stato-città, ha cercato di rendere più chiari i criteri della ripartizione.
Il contributo così ripartito si applica solo per il 2015: il comma 13 dell'articolo 1 della legge di stabilità 2016 che ha previsto l'esenzione Imu per i terreni posseduti e condotti da coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola indipendentemente dalla loro ubicazione, ha contestualmente abrogato i commi da 1 a 9-bis dell'articolo 1 del Dl 4/2015. Per cercare di distinguere la "collocazione" dei Comuni (montani, parzialmente montani, pianeggianti) in modo da assicurare l'esenzione a tutti i terreni montani, e in pianura a quelli dei coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali si è dovuto infatti ricorrere alla circolare Mef n. 9 del 1993.

Il contributo
Come riporta l'allegato 2 pubblicato dalla direzione della Finanza locale, le risorse ripartite ammontano a 15,50 milioni: alle regioni a statuto ordinario e di Sicilia e Sardegna vanno 15,35 milioni di euro mentre i restanti 15omila euro vanno al Friuli Venezia Giulia (la regione Val d'Aosta non ha enti beneficiari del contributo compensativo) che dovrà distribuirli ai comuni interessati, seguendo gli stessi criteri metodologi utilizzati dalle altri regioni, nel rispetto delle disposizioni dello statuto speciale e delle norme di attuazione e disposizioni di settore.


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