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Revisori alla prova degli equilibri

di Marco Castellani - Rubrica a cura di Ancrel

Superata la prova dell'approvazione del bilancio di previsione e del rendiconto con non poche difficoltà i revisori si devono già pronunciare su di un altro momento topico della programmazione e gestione degli enti locali. Infatti il comma 2 dell'articolo 193 del Tuel prevede che con periodicità stabilita dal regolamento di contabilità dell'ente locale, e comunque almeno una volta entro il 31 luglio di ciascun anno, l'organo consiliare provvede con delibera a dare atto o meno del permanere degli equilibri generali di bilancio con particolare riferimento agli equilibri di competenza e di cassa. Vale la pena ricordare che la mancata adozione dei provvedimenti di riequilibrio viene equiparata dal Tuel a ogni effetto alla mancata approvazione del bilancio di previsione con connesso commissariamento per gli enti inadempienti. Sempre per il 31 luglio è prevista anche la correlata variazione di assestamento generale (articolo 175, comma 8, Tuel) oltre, per non farci mancare proprio nulla alla presentazione in prima istanza del documento unico di programmazione 2017–2019.

Il modello Ancrel
Ma restiamo in tema di salvaguardia degli equilibri e alla correlata manovra di assestamento generale. L'Ancrel ha predisposto per i suoi associati un modello di verbale che costituisce una guida operativa per affrontare al meglio questa importante scadenza. Il documenta si struttura in quattro parti: premessa, normativa di riferimento, analisi della documentazione e conclusioni.
In premessa l'organo di revisione dovrà ripercorrere le "tappe" effettuate nel corso dell'esercizio 2016 con particolare riferimento alle eventuali variazioni di bilancio deliberate dalla Giunta in ossequio al nuovo ordinamento contabile. Per quanto riguarda la normativa occorre ricordare che nel caso in cui dalle verifiche condotte gli enti riscontrino la mancanza dell'equilibrio devono adottare contestualmente:
a) le misure necessarie a ripristinare il pareggio qualora i dati della gestione finanziaria facciano prevedere un disavanzo, di gestione o di amministrazione, per squilibrio della gestione di competenza, di cassa ovvero della gestione dei residui;
b) i provvedimenti per il ripiano degli eventuali debiti di cui all'articolo 194;
c) le iniziative necessarie ad adeguare il fondo crediti di dubbia esigibilità accantonato nel risultato di amministrazione in caso di gravi squilibri riguardanti la gestione dei residui.
Per le operazioni di riequilibrio gli enti locali possono utilizzare per il 2016-2018 le possibili economie di spesa e tutte le entrate, a eccezione di quelle provenienti dall'assunzione di prestiti e di quelle con specifico vincolo di destinazione, nonché i proventi derivanti da alienazione di beni patrimoniali disponibili e da altre entrate in c/capitale con riferimento a squilibri di parte capitale. Ove non possa provvedersi con le modalità sopra indicate è possibile impiegare la quota libera del risultato di amministrazione. Per il ripristino degli equilibri di bilancio e in deroga all'articolo 1, comma 169, della legge 27 dicembre 2006 n. 296, gli locali sempre entro il 31 luglio possono modificare le tariffe e le aliquote relative ai tributi di propria competenza.

Analisi della documentazione
Circa l'analisi della documentazione l'organo di revisione dovrà verificare mediante apposite attestazioni e/o verifiche a campione:
• l'esistenza di eventuali debiti fuori bilancio;
• l'esistenza di dati, fatti o situazioni che possano far prevedere l'ipotesi di un disavanzo, di gestione o di amministrazione, per squilibrio della gestione di competenza, di cassa ovvero della gestione dei residui;
• l'esistenza di situazione nel bilancio al 31/12/2015 di organismi partecipati tali da richiedere l'accantonamento (o un maggiore accantonamento) a copertura di perdita o disavanzi come disposto dai commi 552 e seguenti dell'articolo 1 della legge 147/2013;
• la segnalazione di eventuali nuove e sopravvenute esigenze e di nuove/maggiori risorse.
Altra importante verifica deve essere condotta sul FCDE e sull'andamento delle entrate e della loro riscossione. Molto delicata è anche la verifica dell'andamento gestionale degli enti che a vario titolo stanno ponendo in essere un recupero pluriennale del disavanzo pregresso.
Successivamente il modello di verbale fornisce le tabelle dove evidenziare le variazioni apportate in sede di assestamento e/o al fine di ripristinare l'equilibrio complessivo al bilancio 2016 (competenza + cassa) e 2017/2018 solo competenza con importi raggruppati per titoli. In un'altra tabella sono le variazioni per tipologie, programmi ed FPV.
Evidenziate ed analizzate le variazioni apportate vengono proposte le tabelle previste per la disamina dell'equilibrio di parte corrente e di parte capitale per il triennio 201/2018 nonché la tabella con la quale si dimostra che le variazioni apportate avvengano nell'ambito del rispetto del pareggio di bilancio complessivo come stabilito dal DM 30 marzo 2016.
Nelle conclusioni l'organo di revisione dovrà formulare il proprio parere positivo o meno alla complessiva manovra di bilancio.


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