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L'Anci: «Più coraggio nella riforma della legge 243»

di Matteo Valerio (*)

Dopo anni segnati da un pesante contributo del comparto dei Comuni al risanamento dei conti dello Stato (13 miliardi nell'ultimo quinquennio), e da un conseguente drastico calo degli investimenti, «con la Legge di stabilità 2016 si sono poste le basi per una ripresa, tanto che siamo convinti che in questa fase i Comuni possano dare un grande contributo al rilancio, grazie a nuove capacità di spesa. Non vorremmo però che questa ripresa, da accompagnare anche dal punto di vista normativo, abbia già una battuta d'arresto con la riforma della legge 243». Così il vicepresidente dell'Anci, Paolo Perrone, mette in guardia i membri delle commissioni Bilancio di Camera e Senato, che ieri hanno ascoltato l'Associazione nell'ambito dell'indagine conoscitivain corso sullariforma della legge 243e, segnatamente, delle previsioni relative agli equilibri di bilancio stabiliti per gli enti locali. Perrone riconosce che le modifiche previste alla legge «contengono una serie di positive novità, grazie anche all'accoglimento di alcune nostre osservazioni». Eppure, «rimangono ancora questioni aperte e di importanza consistente».

La questione del Fondo pluriennale vincolato
Principale imputata è «l'assenza della stabile inclusione del Fondo pluriennale vincolato ai fini del calcolo del saldo di competenza che i Comuni sono chiamati a rispettare». Al momento, infatti, la previsione è che il Fpv - istituito per porre finalmente rimedio al problema dei residui inutilizzati dei bilanci comunali - sarà o meno inserito nel calcolo dei saldi di anno in anno, con le Leggi di stabilità: «Una misura questa – sostiene Perrone – che non solo negherebbe lo sforzo congiunto di Governo, Parlamento e Comuni per dare vita a un nuovo sistema di contabilità, ma comporterebbe grandissime difficoltà proprio sugli investimenti, rendendo impossibile la programmazione delle spese con orizzonti superiori a quelli di un anno».
L'appello dell'Anci dunque, è di recepire nella modifica della legge 243 la stabile inclusione del Fpv, senza la quale assisteremmo a un grave e inaccettabile passo indietro nella regolazione della finanza locale, contribuendo così ad «avviare finalmente una nuova stagione della finanza locale basata su principi di autonomia e responsabilità degli amministratori, su regole certe e stabili nel tempo e su semplificazioni contabili e semplificazioni ordinamentali». «Ridurre la questione posta dall'Anci ad un mero problema di copertura finanziaria, come sembra fare il Mef - continua Perrone - significa non comprendere il ruolo centrale del Fpv nella programmazione di bilancio: i Comuni con maggiore capacità di progettazione e di realizzazione degli investimenti risulterebbero incomprensibilmente penalizzati».

Il nodo dell'overshooting
Tornando invece al dettaglio della riforma della legge 243, Perrone fa notare che «non viene attualmente previsto uno strumento per la redistribuzione su scala nazionale degli eventuali spazi finanziari non utilizzati a livello locale». È il problema del cosiddetto overshooting: per ridurlo a livello fisiologico, afferma Perrone, «sarebbe necessaria una legge ordinaria che permetta appunto, con flessibilità e snellezza, di distribuire spazi e ripartire vincoli anche a livello nazionale, e non solo regionale».

(*) Redazione Anci


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