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Revisori, tutti gli errori da evitare nel parere sui debiti fuori bilancio

di Anna Guiducci e Patrizia Ruffini

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

La formazione dei debiti fuori bilancio rappresenta un'irregolarità contabile da censurare, pertanto il procedimento di riconoscimento è eccezionale e deve essere condotto nel rigoroso rispetto delle norme e dei principi elaborati dalla giurisprudenza.

Obbligazioni certe liquide ed esigibili
Dall'esame delle recenti deliberazioni della Corte dei conti si possono desumere consigli operativi e una sorta di guida sugli errori da evitare, assai utile per i responsabili finanziari e di spesa e per i revisori dei conti, ai quali compete l'espressione del parere sulle delibere di riconoscimento dei debiti.
Innanzi tutto deve trattarsi di obbligazioni certe liquide ed esigibili. In altre parole, occorre la sussistenza di una obbligazione giuridica di dare, il cui importo sia determinato o determinabile. Il pagamento deve essere inoltre esigibile, cioè non sottoposto a termine o condizione.

Il riconoscimento
Il procedimento istruttorio di riconoscimento del debito fuori bilancio (disciplinato dall'articolo 194 Tuel) fa capo al responsabile della spesa, mentre compete al consiglio dell'ente la sua approvazione. Con apposita delibera il Consiglio infatti accerta o autorizza la riconducibilità del debito in una delle fattispecie previste dal legislatore, le cause della formazione del debito e le eventuali responsabilità personali di funzionari o amministratori, individuando, infine, le risorse necessarie per provvedere al relativo pagamento.

No agli automatismi
Il primo errore da evitare consiste nel considerare il riconoscimento di un debito come conseguenza di automatismi. Esso presuppone invece una valutazione da parte dell'organo consiliare volta ad accertare, in modo rigoroso, l'esistenza delle condizioni espressamente previste dalla norma (deliberazione della Sezione regionale di controllo per la Liguria n. 51/2014).
L'opera di ricostruzione delle cause della formazione delle partite debitorie deve essere completa e non è pertanto sufficiente se non conduce all'individuazione di specifiche responsabilità individuali, rinviando a una generica "responsabilità di apparato" per disfunzioni organizzative.

I debiti per acquisizione di beni e servizi
Per i debiti originati da acquisizione di beni e servizi (lettera e), primo comma, articolo 194 Tuel) si può procedere al riconoscimento solamente nel caso in cui il bene o il servizio acquisito rientrino «nell'ambito dell'espletamento di pubbliche funzioni e servizi di competenza» e venga motivatamente accertata sia l'utilità del bene o del servizio, sia l'arricchimento che ne è derivato per l'ente. La coesistenza dei due requisiti della utilità e dell'arricchimento, che ne consentono il riconoscimento e finanziamento, deve essere motivata e dettagliatamente attestata nel parere tecnico-amministrativo allegato alla proposta di deliberazione (deliberazione della Sezione regionale di controllo per il Veneto n. 237/2016).

Debiti non riconoscibili
Deve ritenersi che non siano normalmente riconoscibili gli oneri per interessi, spese giudiziali, rivalutazione monetaria e in generale i maggiori esborsi conseguenti a ritardato pagamento di forniture in quanto nessuna utilità e arricchimento consegue all'ente, in capo al quale viene invece posto un danno patrimoniale del quale devono rispondere coloro che con il loro comportamento lo hanno determinato. Inoltre la valutazione circa l'effettiva sussistenza dell'arricchimento da parte dell'ente deve tener conto dei generali principi civilistici elaborati dalla giurisprudenza, che limitano l'indennizzo ex articolo 2041 del codice civile alla sola «diminuzione patrimoniale» subita dall'impoverito, con esclusione del "guadagno sperato", ovvero del cosiddetto "utile di impresa", il cui onere dovrebbe semmai essere sopportato dal soggetto che ha disposto l'ordine di acquisto in assenza di previo impegno di spesa (deliberazione della Sezione regionale di controllo per la Lombardia n. 380/2014).

Il principio di veridicità
Se il riconoscimento di debiti avviene in esercizio successivo a quello di maturazione, occorre tener presente la lesione del principio di veridicità dei documenti e delle risultanze contabili; ne deriva l'alterazione dei dati relativi agli equilibri di bilancio (in particolare, il saldo di parte corrente e il risultato di amministrazione) e delle risultanze rilevanti ai fini del rispetto dei vincoli di finanza pubblica, tra cui, in primis, quello derivante dalla disciplina del patto di stabilità interno (deliberazione della Sezione regionale di controllo per la Liguria n. 13/2015 e n. 55/2015).

La dimensione finanziaria
Anche la dimensione finanziaria assunta dal fenomeno è rilevante. In questo senso rileva la rappresentazione contabile del parametro di deficitarietà strutturale definito dal decreto 18 febbraio 2013 del ministero dell'interno fissato nella misura dell'1% rispetto ai valori di accertamento delle entrate correnti. Se la soglia viene superata in tutti gli ultimi tre esercizi finanziari l'indice si considera negativo.
Non è conforme alla norma, infine, la deliberazione che individua il ripiano del debito attraverso un generico rinvio al bilancio di previsione dell'esercizio, senza indicare le specifiche voci contabili che finanziano la spesa.


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