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Avvio della contabilità economico-patrimoniale ai blocchi di partenza

di Stefano Baldoni (*) - Rubrica a cura di ANUTEL

Una volta chiusa la partita dei bilanci di previsione, gli enti locali devono concentrarsi sugli adempimenti necessari per garantire l'avvio della contabilità economico-patrimoniale. In base all'articolo 2 del Dlgs 118/2011, enti e Regioni devono affiancare alla contabilità finanziaria quella economico-patrimoniale, con fini conoscitivi. Analogamente, l'articolo 232 del Dlgs 267/2000 obbliga la rilevazione dei fatti di gestione anche sotto l'aspetto economico-patrimoniale. Solo gli enti locali con popolazione non superiore a 5000 abitanti possono rinviare la tenuta della contabilità economico patrimoniale all'anno 2017 (articolo 232, comma 2).

Attività di rilevazione
Il sistema contabile degli enti locali deve garantire la rilevazione unitaria dei fatti gestionali sotto il duplice aspetto finanziario ed economico-patrimoniale. Lo strumento che permette la rilevazione unitaria dei fatti gestionali è il piano dei conti integrato, previsto dall'articolo 4 del Dlgs 118/2011, declinato nell'apposito allegato al decreto.
L'adozione della nuova contabilità economico-patrimoniale richiede due attività preliminari. La prima, è la riclassificazione delle voci dello stato patrimoniale chiuso il 31/12/2015, seguendo lo schema previsto dal Dpr 194/1996, secondo l'articolazione prevista dallo schema allegato al Dlgs 118/2011. Per raggiungere tale risultato è necessario riclassificare le singole voci dell'inventario dell'ente sulla base del piano dei conti patrimoniali.
La seconda fase consiste nella rivalutazione dell'attivo e del passivo riclassificato, applicando i nuovi criteri di valutazione previsti dal principio contabile sulla contabilità economico-patrimoniale, allegato 4/3 al Dlgs 118/2011. Laddove vi siano delle voci patrimoniali per le quali non è possibile completare il processo di rivalutazione all'inizio del 2016, occorre adeguare il loro valore nel corso dello stesso anno. In ogni caso il processo di ricognizione straordinaria del patrimonio deve concludersi entro il secondo esercizio dall'entrata in vigore della contabilità economico-patrimoniale (di norma il 2017). L'applicazione dei nuovi criteri di valutazione può generare delle differenze di valore per talune voci dell'inventario e dello stato patrimoniale riclassificato. Tali differenze, positive o negative, devono essere evidenziate in un'apposita tabella che, per ogni voce, riporta gli importi alla chiusura del precedente esercizio, gli importi rivalutati e le relative differenze. Ovviamente una tale operazione modifica il patrimonio netto dell'ente. Per questo motivo, l'inventario e lo stato patrimoniale riclassificato alla data del 1° gennaio 2016, con il prospetto che riporta le differenze da rivalutazione, devono essere oggetto di approvazione da parte del consiglio comunale in sede di approvazione del rendiconto dell'esercizio 2016.

Adempimenti
Contabilmente, la prima scrittura da operare è relativa alla riapertura dei conti patrimoniali riclassificati, con gli importi dello stato patrimoniale al 31/12/2015.
Quindi si procede alla registrazione delle scritture di rilevazione delle differenza da valutazione, per incrementare o ridurre le voci dell'attivo e del passivo in seguito ai risultati del processo di rivalutazione delle voci patrimoniali. Le differenze da rivalutazione possono generare un incremento del patrimonio netto, mediante costituzione di un'apposita riserva di capitale, laddove quelle positive superino quelle negativo, ovvero, nel caso contrario, una riduzione dello stesso, mediante riduzione di riserve di capitale preesistenti. Se le riserve non sono sufficienti, si genera una perdita da rivalutazione, da assorbire negli esercizi successivi.
Dell'operazione di riclassificazione e di rivalutazione sarà necessario dare apposita informativa nella relazione sulla gestione allegata al rendiconto 2016.

(*) Componente Giunta esecutiva e Osservatorio tecnico Anutel - Docente esclusivo ANUTEL


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