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La Cassazione conferma la tassa sui cellulari per i Comuni

di Giuseppe Debenedetto

I Comuni devono pagare la tassa di concessione governativa sui telefoni cellulari. Lo ha deciso la Cassazione, con la sentenza 9707 depositata ieri, confermando l'esito del giudizio di merito che aveva respinto l'istanza di rimborso presentata da una decina di Comuni.
È l'ennesima pronuncia sulla legittimità della tassa per la telefonia mobile, ma questa volta la Cassazione dà atto che nel frattempo è intervenuta anche la Corte di giustizia europea, escludendo qualsiasi incompatibilità tra il diritto comunitario e quello nazionale.
Dal punto di vista del diritto interno, la questione è stata peraltro scrutinata dalle Sezioni unite della Cassazione con la sentenza n. 9560/2014, affermando che in tema di telefonia mobile il Codice delle comunicazioni elettroniche (Dlgs 259/2003) non ha fatto venire meno l'assoggettabilità dell'uso del telefono cellulare alla tassa di concessione governativa. Inoltre, le Sezioni unite hanno affermato che l'applicabilità della tassa non si pone in contrasto con la disciplina comunitaria.
Tuttavia nel frattempo la questione è stata rimessa alla Corte di giustizia europea, che con sentenza del 17 settembre 2015ha ribadito la legittimità della tassa in oggetto, in quanto collegata all'uso privato dei servizi di telefonia mobile (si veda Il Quotidiano degli enti locali e della Pa del 18 settembre).
La Cassazione richiama quindi la decisione della Corte Ue, non ravvisando argomentazioni idonee ad inficiare le motivazioni espresse dalle Sezioni unite sull'interpretazione della normativa nazionale.
In definitiva, dopo l'intervento della Corte di giustizia, da un lato, non è più in discussione la compatibilità della tassa di concessione governativa con l'ordinamento comunitario. Dall'altro lato, deve escludersi la sussistenza dei presupposti per una nuova rimessione del ricorso alle Sezioni unite, come invece richiesto dai Comuni ricorrenti. Infine, la Cassazione nega la possibilità di sottoporre la questione al vaglio della Corte costituzionale, rinviando a quanto già affermato in precedenti pronunce in ordine all'infondatezza dei rilievi.
In conclusione, gli enti locali non possono essere esonerati dal pagamento della tassa sui cellulari. Né possono chiedere il rimborso di quanto già pagato in precedenza.


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