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L'avanzo di amministrazione alla chiusura del Rendiconto 2015

di Elena Brunetto (*) - Rubrica a cura di Anutel

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Scaduto il termine del 30 aprile, gli enti locali - ormai definite le operazioni di chiusura del rendiconto 2015 - devono attuare ora le procedure necessarie a riassorbire eventuali disavanzi o per l'utilizzo degli avanzi di amministrazione nel caso di risultati positivi.

Dal vecchio al nuovo regime contabile
Le modifiche normative intervenute con l'entrata in vigore del nuovo ordinamento contabile armonizzato, sono profondamente incisive in materia di determinazione e utilizzo dell'avanzo di amministrazione.
In particolare gli articoli 186 e 187 del Tuel, nella previgente versione, individuavano per la quantificazione del risultato di amministrazione e per la sua composizione, principi fondamentalmente diversi rispetto a quelli introdotti dal nuovo ordinamento. Recitava infatti l'articolo 187 del Tuel: «L'avanzo di amministrazione è distinto in fondi non vincolati, fondi vincolati, fondi per finanziamento spese in conto capitale e fondi di ammortamento».
Ora, la nuova versione della norma definisce il risultato di amministrazione, prevedendo lo scomputo dal risultato finale delle quote vincolate, destinate e accantonate. Solo successivamente a tale scomputo potrà essere determinata la quota libera del risultato di amministrazione piuttosto che l'eventuale disavanzo, in caso di risultato negativo. L'articolo 187 del Tuel nella versione originaria, inoltre, non definiva le modalità di quantificazione della quota di avanzo da destinare a spese in conto capitale, lasciando quindi all'ente la facoltà di destinare o meno tali risorse, fatto salvo il mantenimento dei vincoli specifici nel caso di entrate da indebitamento o da contributi/trasferimenti specifici.
La nuova versione dell'articolo 187 - a seguito delle modifiche introdotte dal Dlgs 118/2011 e s.m.i., prevedono che i fondi destinati agli investimenti siano costituiti dalle entrate in conto capitale, senza vincoli di specifica destinazione, non spese e che tali somme siano utilizzabili con provvedimento di variazione di bilancio, solo a seguito dell'approvazione del rendiconto.

Duplice verifica su quote per investimenti
L'ente deve, quindi, provvedere a effettuare ora una duplice verifica per la quantificazione dei fondi destinati agli investimenti:
1) confrontare le entrate in conto capitale e da accensione di prestiti accertate in conto competenza, con le spese in conto capitale impegnate nell'esercizio. La differenza positiva tra le suddette poste costituisce quota destinata a investimenti;
2)confrontare altresì gli importi da residui passivi per spese in conto capitale eliminati, con eventuali residui attivi derivanti da entrate in conto capitale e da accensione di prestiti eliminati. Anche in questo caso l'eventuale differenza positiva determina quota del risultato di amministrazione da destinare a investimenti.

Conclusioni sulle novità
Notevoli differenze si riscontrano inoltre nella riscrittura dell'articolo 193 del Tuel.
Nella versione previgente, infatti, i vincoli sull'utilizzo dell'avanzo imponevano la destinazione dello stesso a finanziamento di spese di investimento, fatta salva la possibilità di utilizzo per la copertura di debiti fuori bilancio o squilibri della gestione che dovevano essere garantiti con l'utilizzo di «tutte le entrate e le disponibilità, ad eccezione di quelle provenienti dall'assunzione di prestiti e di quelle aventi specifica destinazione per legge, nonché i proventi derivanti da alienazione di beni patrimoniali disponibili con riferimento a squilibri di parte capitale».
Ora la nuova versione, modificando il terzo comma del suddetto articolo 193 del Tuel, vincola tutte le entrate in conto capitale alla copertura dei soli squilibri di parte capitale e consente l'utilizzo della quota libera del risultato di amministrazione solo nel caso in cui non sia possibile provvedere al ripristino degli equilibri con le altre modalità.
Le modifiche introdotte dal nuovo ordinamento hanno poi provveduto a riscrivere interamente anche l'articolo 188 del Tuel, in merito all'obbligo di iscrizione a bilancio dell'eventuale disavanzo di amministrazione. Anche al fine del riassorbimento del disavanzo la nuova versione del Tuel vincola l'utilizzo delle entrate derivanti da alienazione di beni patrimoniali disponibili e da altre entrate in c/capitale con riferimento ai soli squilibri di parte capitale. Occorre pertanto che gli enti pongano particolare attenzione alle suddette modifiche normative intervenute, ricordando inoltre che l'utilizzo della quota libera dell'avanzo potrà avvenire solo per le finalità previste dal comma 2 dell'articolo 187 Tuel, secondo l'ordine di priorità in esso definito.

(*) Docente Anutel


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