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Rapporto tra spese di personale e correnti, fondo salario accessorio e concorsi pubblici

di Gianluca Bertagna

La rubrica settimanale con le indicazioni sintetiche delle novità normative e applicative intervenute in tema di gestione del personale nelle pubbliche amministrazioni.

Il rapporto tra spese di personale/spese correnti
Anche la Corte dei conti sezione Piemonte, dopo Veneto e Lombardia, con deliberazione n. 56/2016/PAR del 12 aprile 2016, ha chiesto il deferimento alla sezione delle Autonomie, affinché si pronunci con una delibera di orientamento sulle modalità di calcolo del rapporto tra spese di personale e spese correnti. In modo particolare è stato richiesto:
«1) se, in relazione all'individuazione delle specifiche modalità applicative ai fini del calcolo dell'incidenza percentuale media della spesa di personale rispetto al complesso delle spese correnti nel triennio 2011-2013, assunta a parametro di riferimento per la verifica nel 2014 della riduzione richiesta dall'articolo 1, comma 557, lettera a), della legge n. 296 del 2006, attesa l'immediata cogenza del disposto normativo, si debba ricondurre ad omogeneità i dati relativi della serie storica da comparare attraverso la "sterilizzazione" degli effetti derivanti da eventi comunque eccezionali e se, quindi, sia possibile estrapolare dal calcolo della spesa corrente del triennio di riferimento quelle spese che, seppur sostenute negli esercizi 2011-2013, non risultino più presenti negli esercizi successivi in conseguenza del mutato criterio di contabilizzazione dei movimenti di bilancio o di eventi straordinari, imprevisti ed imprevedibili, comunque sottratti ad una scelta amministrativa dell'ente;
2) se, alla luce dei nuovi criteri della contabilità armonizzata che potrebbe rendere la confrontabilità tra i dati dei diversi esercizi non lineare, sia possibile considerare il riferimento contenuto nel comma 557-quater in senso dinamico e non statico consentendo, con il decorso del tempo, un progressivo adeguamento del parametro di riferimento».
Pertanto, in attesa della pronuncia sulla questione deferita alla sezione delle Autonomie di cui sopra, anche i giudici piemontesi ritengono di sospendere la pronuncia sulla richiesta di parere avanzata.

Contrattazione integrativa: incremento del fondo accessorio
Della decisione della Corte dei conti - sezione regionale di controllo per la Liguria, deliberazione n. 39/2016/PRSP del 22 marzo 2016- approfondiamo la questione della legittimità dell'incremento del fondo del salario accessorio ai sensi dell'articolo 15 comma 2 e comma 4 del Ccnl 1° aprile 1999. Dopo aver richiamato la disciplina contrattuale, il Collegio illustra come le disposizioni recate prevedano l'obbligo, da parte dei Servizi di controllo interno o dei Nuclei di valutazione, di verificare le effettive disponibilità di bilancio create a seguito di processi di riorganizzazione delle varie attività amministrative, ovvero di accertare il raggiungimento di quegli obiettivi di produttività e di qualità (obbligo, dunque, prodromico all'assegnazione delle risorse delle quali si tratta).
Anche l'Aran, infatti, ha più volte specificato come tale attestazione sia finalizzata a «consentire all'ente di mettere effettivamente le risorse nel fondo ex articolo 15» e si concretizza nel previo accertamento «sia della esistenza delle effettive disponibilità di bilancio … derivanti dai processi di razionalizzazione e riorganizzazione sia del conseguimento degli specifici obiettivi di produttività e di qualità», in quest'ultimo caso con la conseguente assunzione di responsabilità amministrativo-contabile.
Tali risorse, proprio in quanto derivanti da specifiche operazioni di razionalizzazione e/o di riorganizzazione, ovvero destinate a premiare il conseguimento di obiettivi "sfidanti", non possano consolidarsi nel tempo (e, cioè, considerarsi come aumento acquisito e permanente per le successive tornate contrattuali), ma hanno caratteristiche di eventualità e di variabilità.
Dalla Corte dei conti viene ritenuto che la certificazione del soggetto competente, che può essere alternativamente il Nucleo di valutazione o il Servizio di controllo interno, svolga, al pari di tutte le funzioni di controllo preventivo (di legittimità o di merito), condicio iuris di legittimità per l'inserimento delle relative somme nel fondo delle risorse decentrate.
Di conseguenza, il mancato perfezionamento del complesso procedimento implicherebbe l'impossibilità giuridica di considerare tali risorse presenti nel fondo e, quindi, la sua illegittimità, sia pure limitata al relativo ampliamento del medesimo, presupposto prodromico per la distribuzione delle risorse, che devono considerarsi come non esistenti, al personale non dirigente.

Esclusione dei pensionati dai concorsi
Il Tar Friuli Venezia Giulia – sede di Trieste, sezione I – n. 125 del 12 aprile 2016, in relazione alla legittimità degli atti di una procedura comparativa posta in essere da una Direzione regionale dei Vigili del Fuoco, esamina il caso in cui, dalla selezione, è stato escluso dagli idonei un medico attualmente in quiescenza.
«Lo scopo dell'articolo 5, comma 9, del Dl 95/2012, come modificato dall'articolo 6, comma 1, del Dl n. 90/2014 è evidentemente quello di favorire l'occupazione giovanile e di evitare che soggetti in quiescenza perpetuino la propria attività lavorativa oltre i limiti di età», tale per cui è da ritenersi infondato il ricorso con cui un medico in quiescenza chieda l'annullamento degli atti della procedura per la formazione di una graduatoria, dalla quale lo stesso era stato estromesso per via della disposizione citata.
L'avviso pubblico, di fatto, stabiliva, ai sensi della norma sopra citata, la non ammissione alla procedura di selezione dei soggetti, già lavoratori privati o pubblici, collocati in quiescenza.
Tale scelta effettuata dalla Pa, avendo ritenuto nella sua discrezionalità, ammessa dalla normativa, di non assumere per l'incarico in questione soggetti già in quiescenza, risulta pertanto legittima ed è rispondente al pubblico interesse in quanto risulterebbe coerente con le finalità della normativa, volta ad agevolare l'assunzione di giovani.


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