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La spending «selettiva» punta sulle partecipate

di Marco Rogari

«Priorità agli interventi sui beni e servizi intermedi e sulle società partecipate». L'indicazione del Parlamento al Governo e al commissario alla revisione della spesa, Yoram Gutgeld, è chiara: occorre accelerare il più possibile sulla centralizzazione degli acquisti ma anche sul riordino delle partecipate nella nuova fase di spending review. Che dovrà essere caratterizzata da un'accentuazione dell'azione «selettiva». Secondo la risoluzione di maggioranza al Def approvata dalle Camere, quindi, anche il riassetto delle partecipate sembrerebbe essere destinato a diventate uno dei pilastri portanti della "fase tre" della spending da realizzare con la prossima legge di Stabilità.
Il piano partecipate, previsto dal decreto di attuazione della riforma Pa al parere delle Camere, dunque, non dovrebbe rivelarsi solo un intervento senza risparmi cifrati e comunque da lasciare a esclusiva disposizione degli enti locali come più volte lasciato intendere dall'esecutivo. E sempre facendo riferimento alle partecipate, il Parlamento sottolinea che gli interventi di razionalizzazione devono essere visti «come occasione di sviluppo di processi aggregativi e di crescita industriale del settore dei servizi pubblici locali, anche al fine di reperire risorse aggiuntive per sostenere la domanda aggregata e la competitività del Paese».
"Mission" analoga per i risparmi legati alle misure sugli acquisti Pa già messe in atto dal Governo, in primis il nuovo dispositivo con sole 33 stazioni appaltanti Consip compresa.
Ieri, tra l'altro, il vicepresidente della Commissione Ue ha detto che «un'area in cui servirebbero riforme è la spending review». Matteo Renzi, a distanza, ha ripetuto che sulla lotta agli sprechi della Pa «ci stiamo lavorando», anche se «è una partita complicata». E le stesse Camere fissano qualche paletto. Con la richiesta al Governo di «assicurare che l'azione di spending review in ambito sanitario sia condotta attraverso recuperi di efficienza senza riduzione dei servizi».


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