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Anci: «Non rimanere in mezzo al guado e far ripartire definitivamente la spesa in conto capitale»

di Matteo Valerio

«Cambiare definitivamente prospettiva, completare il superamento dei vecchi vincoli di finanza per gli enti territoriali e non rimanere in mezzo al guado: è questo il lavoro che ci attende nei mesi a venire, per consolidare finalmente la capacità dei Comuni di mettere in campo investimenti, opere e nuova occupazione a favore del sistema Paese». Lo afferma il segretario generale dell'Anci, Veronica Nicotra, nel corso del convegno su "Le nuove regole di finanza pubblica per gli enti territoriali", organizzato ieri a Roma.
Secondo Nicotra «è ora di capovolgere definitivamente la prospettiva, aiutando il sistema dei Comuni a programmare e spendere bene. Un primo passo, in questo senso, è quello di rivedere l'intero sistema delle sanzioni: vanno incentivati, e non puniti, i Comuni che spendono bene e investono in opere pubbliche, mentre vanno disincentivati coloro i quali, pur avendo spazi a disposizione, non spendono e non investono».

Legge di stabilità e Def
Nel suo intervento, Nicotra ha ricordato «la valutazione positiva che abbiamo dato alla Legge di Stabilità per il 2016, che contiene una serie di misure e disposizioni per le quali i Comuni e l'Anci si sono fortemente battuti, a partire da un primo intervento per il superamento del Patto di stabilità, dall'assenza di tagli e dai fondi messi a disposizione per le aree svantaggiate delle città e per l'edilizia scolastica». Una valutazione che resta sostanzialmente positiva anche se riferita al Documento di economia e finanza, «che riconosce nei Comuni i soggetti con maggiore propensione agli investimenti ed evidenzia l'obiettivo di sostenerli per favorire il rilancio degli investimenti stessi».
È quindi il momento, aggiunge Nicotra, "di cristallizzare e consolidare politiche di investimento che rafforzino la capacità di programmazione e di buona spesa dei Comuni». Il primo passo individuato da Nicotra in questo senso è quello di «portare a regime le nuove regole introdotte dalla Legge di stabilità», a partire dalla riforma della legge 243/12, che definisce i vincoli di finanza pubblica per i Comuni: «Attendiamo di leggere il testo definitivo della riforma – dice Nicotra – e daremo il nostro contributo nel corso del processo di approvazione delle nuova legge. Auspichiamo – e in questo siamo ottimisti - che si prosegue nella direzione già tracciata del saldo finale di competenza come unico vincolo di finanza pubblica da assegnare agli enti territoriali, facendo venir meno l'obbligo di conseguire vincoli di cassa, attualmente previsto dalla legge 243».

Patti regionali
Nicotra, infine, si concentra «sulla grande attenzione necessaria riguardo gli strumenti di flessibilizzazione, a partire dai Patti regionali», nonché sulla necessità «di stabilizzare il fondo pluriennale vincolato». Riguardo questi ultimi due aspetti, il segretario generale dell'Anci è supportato dal responsabile della Finanza locale Andrea Ferri, che illustra le motivazioni tecniche di queste due esigenze: riguardo il Patto verticale «abbiamo registrato solo sette Regioni attive in termini di distribuzione di spazi finanziari ai Comuni. Questo significa – sostiene Ferri – che in assenza di un Patto regionale incentivato, una grossa fetta di Regioni non prende in considerazione la necessità di attivare un coordinamento regionale per il riequilibrio della finanza pubblica attraverso la concessione di spazi finanziari ai Comuni. Senza questo ruolo attivo delle Regioni, però, si rischia di non centrare l'obiettivo di rinnovamento che sta alla base della riforma della legge 243». A rimettere di questa situazione «sarebbero soprattutto i Comuni sotto i mille abitanti, che da quest'anno saranno sottoposti ai vincoli di tutti gli altri Comuni e che, senza un intervento redistributivo a livello regionale, rischiano di trovarsi in grave difficoltà con il passaggio al nuovo regime».

Fondo pluriennale vincolato
Sul Fondo pluriennale vincolato, infine, Ferri è netto: «Va stabilizzato – afferma – non considerandola questione di mera copertura finanziaria, ma per mantenere coerente la novità introdotta con il superamento del Patto, ovvero il rapporto diretto tra la gestione del bilancio comunale e la regola finanziaria generale, che prima invece veniva imposta a livello di comparto e si sovrapponeva, confliggendo, alla gestione del bilancio del singolo ente. Il Fondo pluriennale vincolato – conclude Ferri – è il necessario strumento di raccordo tra gestione del singolo bilancio e sostenibilità della regola finanziaria».
Negli interventi di Salvatore Bilardo (Ragioneria generale dello Stato) e di Luigi Marattin (consigliere economico della Presidenza del consiglio) i temi del mantenimento del fondo pluriennale vincolato nel saldo di competenza e di un più efficace intervento per la redistribuzione in corso d'anno di spazi finanziari sono stati ripresi favorevolmente.
Si tratta comunque di obiettivi, conclude nuovamente Nicotra, «che possiamo e dobbiamo raggiungere: abbiamo i dati, un costante monitoraggio, intelligenze e risorse umane adatte a questo scopo. Possiamo evitare definitivamente tutte le implicazioni negative generate dalle regole del Patto di stabilità negli scorsi anni».


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