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Città metropolitane, tutti i numeri della crisi dal Patto di stabilità agli investimenti

di Rocco Conte

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Le Città metropolitane sono state istituite dal 1° gennaio 2015 e sono dotate di compiti specifici per lo sviluppo economico e competitivo del territorio con l'obiettivo di promuove strategie integrate per intensificare lo sviluppo urbano sostenibile e di garantire adeguati livelli di investimenti.
La situazione finanziaria di questi enti al 31 dicembre 2015 risente, però, di un'incompleta attuazione del percorso di riassetto istituzionale delineato dalla legge 56 del 2014. Se le Città metropolitane puntano ad alti obiettivi e ambiscono a essere un ente innovativo e strategico per il Paese, non possono però poggiare su risorse modeste e male organizzate. Per le Città metropolitane quale nuova istituzione di rango costituzionale è imprescindibile la definizione di un nuovo assetto delle risorse in un quadro di equilibrio stabile dei bilanci e secondo i fabbisogni standard. Infatti

Il nodo delle sanzioni
Il comparto delle Città metropolitane si trova in una situazione di grave squilibrio finanziario in quanto le amministrazioni, con l'eccezione di Bologna e Reggio Calabria, non hanno rispettato il Patto di Stabilità 2015 per 367 milioni di euro (clicca qui per i dati ente per ente). Per questa ragione, si attende lo stop alle sanzioni all'interno di un prossimo provvedimento sugli enti locali (si veda Il Quotidiano degli enti locali e della Pa del 20 aprile)

Entrate tributarie in calo
L'andamento delle entrate tributarie è in continuo calo nell'ultimo quinquennio: le Città registrano una riduzione del perimetro del 22% passando da 1,7 milioni di euro a 1,3, e nel 2015 il trend è ancora in flessione del 5% rispetto al 2014. La Città che perde di più come incassi tributari è Venezia con -28% seguita da Napoli con -14% e Bari con -13% (qui i dati di tutte le amministrazioni). Il tributo principale nel 2015 resta l'addizionale sull'RcAuto, che rappresenta il 51% delle entrate tributarie, seguito dall'imposta provinciale di trascrizione per il 35% e dal tributo ambientale per il 12% (qui l'andamento delle voci principali).

Crollo degli investimenti
La stretta finanziaria investe in particolare la spesa per investimenti su viabilità, difesa del suolo ed edilizia scolastica. Nelle Città metropolitane si registra infatti, dal 2010 al 2014, una riduzione del 42,4%, passando da 576 milioni a 332 e, dal 2014 al 2015 (dati Siope), un'ulteriore riduzione del 17,7%, registrando solo 272 milioni di euro al 31 dicembre (qui i dati di tutte le Città). La Città metropolitana che registra minori investimenti rispetto al 2014 è Firenze con -40%, seguita da Torino con -35% e da Milano con -32 per cento.

Scende anche la spesa corrente
Per quanto riguarda invece la spesa corrente, nelle Città metropolitane si registra dal 2010 al 2014 una riduzione del 13,5% e, dal 2014 al 2015 (dati Siope), un'ulteriore riduzione del 4,8% (qui i numeri). La Città metropolitana che registra il calo più brusco nella spesa corrente rispetto al 2014 è Venezia con -29%, seguita da Bologna con -19% e da Napoli con -12 per cento.

Dimezzati i pagamenti per la spesa di personale
Il calo del 20% nella spesa di personale registrato fra 2010 e 2015 ha ragioni diverse, a partire dalla manovra 2015 che prevedeva, alla fine dell'anno, la riduzione del 30% del personale delle Città metropolitane, da realizzare con il trasferimento di personale a Regioni e Comuni e con le cessazioni a vario titolo. A questo si è sommato il blocco del turn over. La flessione di questa voce di spesa sarà molto più evidente nel 2016, che si chiuderà con un calo del 50% rispetto al 2010 (qui i numeri ente per ente). La Città metropolitana che ha maggiormente ridotto i pagamenti di spesa di personale rispetto al 2014 è Venezia con -37%, seguita da Bologna con -15% e da Genova con -13 per cento.


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