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Rendiconti 2015, ecco i certificati da inviare al Viminale entro fine maggio

di Anna Guiducci e Patrizia Ruffini

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Entro il 31 maggio (termine previsto dall'articolo 161 del Tuel) gli enti devono inviare al Ministero dell'Interno il certificato al rendiconto della gestione. Il contenuto del certificato è stato fissato dal decreto del ministero dell'Interno 13 aprile 2016 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 20 aprile 2016 n. 92) che prevede tra l'altro l'obbligo di compilare e trasmettere una doppia certificazione: quella del rendiconto della gestione previsto dal Dpr 194/1996 e quella relativa ai nuovi sistemi contabili prevista dal Dlgs 118/2011.
Nel corso del 2015 il doppio binario degli schemi di bilancio ha previsto per gli enti (non sperimentatori) un valore autorizzatorio dei vecchi schemi (Dpr 194/1996) e un valore conoscitivo dei nuovi schemi (Dlgs 118/2011). Per gli enti che avevano aderito alla fase sperimentale, al contrario, ai nuovi schemi di bilancio è assegnato un valore a tutti gli effetti giuridici, anche con riguardo alla funzione autorizzatoria, mentre ai vecchi schemi è collegato un valore conoscitivo.

Modulistica e invio
Il modello di certificato riferito al vecchio bilancio è formato da 52 pagine, mentre quello del bilancio armonizzato si sviluppa in 101 pagine e si compone di 24 quadri. Nei primi nove si riporta il conto del bilancio: dati generali, gestione delle entrate, riepilogo delle entrate per titoli, gestione delle spese, riepilogo delle spese per titoli e per missioni, quadro riassuntivo e verifica equilibri. Le tavole seguenti richiedono: le entrate per titoli, tipologie e categorie; gli impegni, i pagamenti in c/competenza e i pagamenti in c/residui per missioni, programmi e macroaggregati; il prospetto dimostrativo del risultato di amministrazione; gli accertamenti e gli impegni assunti e imputati agli anni successivi; la composizione del fondo pluriennale vincolato dell'esercizio 2015; la composizione dell'accantonamento al fondo crediti di dubbia esigibilità e il fondo svalutazione crediti.
Come di consueto la trasmissione dei certificati dovrà avvenire esclusivamente tramite posta elettronica certificata e con firma digitale dei soggetti obbligati alla sottoscrizione che sono il segretario, il responsabile del servizio finanziario e l'organo di revisione economico-finanziario.
La mancata trasmissione del certificato, da parte dei comuni e delle province, comporta la sospensione del pagamento delle risorse finanziarie a qualsiasi titolo dovute dal ministero dell'interno, ivi comprese quelle a titolo di fondo di solidarietà comunale.

Enti in affanno con gli adempimenti
Purtroppo, nonostante il termine fermo del 30 aprile per il voto da parte del Consiglio, molti enti sono in ritardo con le chiusure del rendiconto 2015. I lavori dei servizi finanziari sono ostacolati spesso dalle difficoltà dei software gestionali, che non sempre sono allineati totalmente con quanto prescritto dalla norma e quindi costringono a faticose verifiche degli schemi e delle risultanze. Fra le cause dei ritardi anche la presenza di disavanzo e gli obblighi di verifica del suo ripiano. A bloccare i lavori di chiusura ci sono anche gli errori commessi in fase di riaccertamento straordinario con i quali ora si devono necessariamente fare i conti.


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