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Cinque scadenze in un solo giorno per i responsabili della ragioneria dei Comuni

di Pino Terracciano (*) - Rubrica a cura di ANUTEL

Salvo qualche eccezione, è allarme inadempienze in tutt'Italia: riforme, crisi e armonizzazione, mandano in panico i responsabili della Ragioneria dei Comuni. Ci sono infatti ancora cinque scadenze di adempimenti fondamentali in un solo giorno che si sommano alle già gravose attività gestionali curate dai responsabili:
1. Consuntivo
2. Dup
3. Bilancio
4. Questionario Siquel
5. Variazioni di bilancio in esercizio provvisorio per la reimputazione degli impegni e degli accertamenti a seguito del riaccertamento ordinario dei residui.
Trapela un forte malumore tra le file dei responsabili di Ragioneria dei Comuni, oltre 200 professionisti organizzatisi in un gruppo chiuso di facebook per risolvere "a vista" nel confronto tecnico/giuridico le difficoltà quotidiane. Ma non basta perché adempimenti sempre più pressanti e difficoltosi fanno accumulare ritardi non facilmente gestibili in un campo delicato e vitale per le sorti degli enti locali.

Le preoccupazioni dei responsabili
Queste alcune delle passionali considerazioni che si ascoltano: «Sono calati dall'alto tanti obblighi e riforme, la cui portata sfugge agli amministratori locali, e per i quali ci si arriva impreparati per l'aspetto organizzativo». Oppure: «Emergenze e difficoltà che culminano nella gestione informatica del servizio delle principali software house; in molti casi le società informatiche sono giunte in feroce ritardo allo sviluppo dei programmi ancora inidonei anche per le continue evoluzioni normative». «Il lavoro ordinario già catalizza e assorbe gran parte degli impegni di Ragioneria (procedure per l'emissione di mandati, stipendi, acquisti, ecc.) ed è scarsamente supportato all'interno dell'Area contabile per l'assenza di collaboratori, anche non qualificati» e ancora «Il personale comunale ivi compresi i responsabili dei servizi è convinto che il "problema" armonizzazione riguardi unicamente l'ufficio finanziario».

La questione della formazione
L'evidente scollamento con i restanti settori comunali, a dire il vero, è stato avvertito e reso noto dalla stessa Commissione Arconet ma anche più volte dalla Corte dei conti, Sezione Autonomie (delibera n. 9/2016): entrambe hanno sollecitato le Pa ad avviare la formazione professionale del personale. Nel frattempo le manovre finanziarie di Spending Review hanno ulteriormente tagliato gli stanziamenti, già insufficienti, delle risorse destinate alla formazione (50% anno 2009). Anche i processi assunzionali restano limitati alla mobilità di personale ex province. È evidente che il profilo, giuridico ed economico, del responsabile di Ragioneria non corrisponde "di fatto" ad alcuna declaratoria contrattuale per le nuove attività di coordinamento delle aree gestionali in materia finanziaria ed economica. Nell'organigramma, il responsabile di Ragioneria non trova collocazione in una posizione gerarchica di rango appena inferiore a quello attribuito al segretario comunale con continue fughe dei responsabili di Ragioneria alla ricerca di responsabilità ritenute meno spigolose.

La disciplina sulla revoca del Ref
Per scongiurare casi di destituzione dei responsabili di ragioneria, il Mef aveva proposto nella versione iniziale del Dl n. 174/2012 articolo 3 una blindatura del Ref all'articolo 109, comma 2 del Tuel disponendo che l'incarico di responsabile del servizio economico finanziario «può essere revocato esclusivamente in caso di gravi irregolarità riscontrate nell'esercizio delle funzioni assegnate. La revoca è disposta con Ordinanza del legale rappresentante dell'Ente, previo parere obbligatorio del Ministero dell'Interno e del Ministero dell'Economia e delle Finanze - Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato».
La novellata norma, nel suo iter parlamentare di approvazione, veniva ulteriormente modificata dalla Camera «all'articolo 109, dopo il comma 2 è aggiunto il seguente: "2-bis. L'incarico di responsabile del servizio finanziario di cui all'articolo 153, comma 4, può essere revocato esclusivamente in caso di gravi irregolarità riscontrate nell'esercizio delle funzioni assegnate. La revoca è disposta con ordinanza del legale rappresentante dell'ente, previo parere obbligatorio del collegio dei revisori dei conti».
Infine, nel dicembre 2012 fu ripristinato il vecchio articolo 109 comma 2 del Tuel vanificando l'iniziativa del Mef. Conseguenze? Oggi il Sindaco del Comune potrà liberamente ancora nominare oppure revocare i responsabili finanziari secondo proprio convincimento. I responsabili di Ragioneria, è doveroso precisarlo, non puntano solo a ripristinare l'inamovibilità del responsabile finanziario magari affidando alla competente Corte dei conti l'espressione del parere di revoca. Ancora prima intenderebbe concordare con gli organi statali preposti, un razionale processo di semplificazione e di sburocratizzazione con la rivalutazione dell'opportunità delle molteplici attestazioni e certificazioni richieste cancellando date, adempimenti e modulistiche superflue od incoerenti. Strada tutta in salita per le stesse pubbliche amministrazioni a rischio "stallo dei servizi" per l'incapacità di adeguarsi alle riforme con la riorganizzazione dei servizi a sua volta invalidata dalla giungla di norme di spending review.

(*) Esperto di gestione di enti locali


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