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Tasi sugli assimilati ancora senza certezze

di Stefano Baldoni (*) - Rubrica a cura di ANUTEL

La recente esclusione dalla Tasi dell'abitazione principale ha ancora diversi profili di incertezza, in particolare riguardo le fattispecie escluse dall'Imu.
Il trattamento tributario delle abitazioni di proprietà delle cooperative edilizie a proprietà indivisa, regolarmente assegnate ai soci per destinarle ad abitazione principale, di quelle assegnate al coniuge in caso di separazione o divorzio, degli alloggi sociali e delle case possedute dagli appartenenti alle forze armate e di polizia, infatti, non sembra così scontato alla luce delle diverse interpretazioni normative.

La norma
A decorrere dal 2014, la disciplina dell'Imu ha escluso espressamente dal tributo le fattispecie sopra descritte, modificando in tal modo lo speciale trattamento introdotto per alcune di esse dall'articolo 2 del Dl 102/2013.
Quest'ultima disposizione aveva stabilito l'equiparazione all'abitazione principale, ai fini Imu, delle abitazioni delle cooperative edilizie a proprietà indivisa e degli alloggi sociali (comma 4), operante dal 1° luglio 2013. Anche il comma 5 dello stesso articolo, seppur non disponendo espressamente l'equiparazione all'abitazione principale, aveva ritenuto, sempre con decorrenza dal 1° luglio 2013, che si applicasse la medesima disciplina Imu prevista per quest'ultima anche a un'unica unità immobiliare posseduta dal personale delle Forze armate o di polizia, dei Vigili del fuoco o appartente alla carriera prefettizia, prescidendo dalla sussistenza dei requisiti di dimora abituale e anagrafica (purchè non locata).
Queste fattispecie, in seguito alla modifica introdotta dalla legge 147/2013, sono state invece escluse dall'Imu a partire dal 2014.

Esclusione dalla Tasi delle fattispecie equiparate
La legge di stabilità per il 2016 ha escluso dalle fattispecie imponibili della Tasi l'abitazione principale del possessore e dell'occupante (purchè non in categoria catastale A/1-A/8-A/9).
Mentre si può ritenere che, visto il richiamo fatto dal comma 639 della Legge 147/2013 alla definizione di abitazione principale inclusa nel comma 2, articolo 13, del Dl 201/2011, pur in assenza di una specifica previsione normativa, l'esclusione si estenda anche alle ipotesi equiparate all'abitazione principale in base alla legge o dal Comune (oggi limitate alle casistiche dell'abitazione del cittadino italiano iscritto all'Aire pensionato nel Paese di residenza e dell'abitazione degli anziani o disabili ricoverati in modo permanente in istituto, dopo la cancellazione della facoltà di equiparare le abitazione concesse in comodato ai parenti di primo grado), meno automatica appare l'applicazione del beneficio anche alle ipotesi escluse da Imu.
Nell'affrontare l'applicazione della Tasi a queste ipotesi, il ministero dell'economia e delle finanze, con le Faq Imu-Tasi del 3 giugno 2014, aveva ritenuto che le stesse dovessero ritenersi equiparate all'abitazione principale e, quindi, soggette al tributo con le medesime regole di quest'ultima.
L'adesione a questa tesi, se fino al 2015 determinava solamente che il tributo dovesse applicarsi con la medesima aliquota dell'abitazione principale e solo in capo al possessore, non rilevando la figura dell'occupante nel caso di abitazione principale, dal 2016 comporta invece l'esclusione completa dall'imposta anche degli immobili delle cooperative a proprieta indivisa, degli alloggi sociali, della casa assegnata all'(ex) coniuge e dell'abitazione degli appartenenti alle Forze armate.

Le critiche
Una conclusione, questa, già oggetto di critiche che evidenziavano come in realtà le casistiche sopra richiamate almeno dal 2014 non sono equiparate all'abitazione principale ai fini Imu, ma escluse dal tributo.
Peraltro, era stato sottolineato come l'equiparazione introdotta dal Dl 102/2013 (norma in buona parte superata dal successivo intervento della legge 147/2013) non riguardasse tutte le fattispecie oggi escluse, come per esempio l'abitazione assegnata all'(ex) coniuge (mai definita dalla legge come equiparata). Inoltre, con riferimento a quest'ultima casistica, ancora meno condivisibile è apparsa ai più la tesi ministeriale che estendeva anche alla Tasi la regola prevista nell'Imu in base alla quale è soggetto passivo del tributo solo il coniuge assegnatario (salvo il caso della locazione), in luogo del proprietario.
Ritenere che le casistiche descritte siano equiparate all'abitazione principale, ovvero escluse dal tributo, non è immune da altre conseguenze. Il comma 5-bis, articolo 2, del Dl 102/2013 richiede, a pena di decadenza del beneficio dell'equiparazione, che il contribuente presenti la dichiarazione Imu entro il termine di scadenza.
Per applicare l'esclusione, invece, tale adempimento, pur se necessario il primo anno in cui l'immobile è escluso dall'imposta, non comporta la decadenza dal beneficio in caso di omessa presentazione nei termini.
Per evitare che gli enti si comportino in ordine sparso sulla questione, comunque, sarebbe quantomai opportuno un intervento ufficiale, meglio se di carattere normativo.

(*) Componente Giunta esecutiva e Osservatorio tecnico Anutel - Docente esclusivo ANUTEL


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