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Riordino delle partecipate in Emilia Romagna: società dimezzate e risparmi per 9 milioni

di Daniela Casciola

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Pronto per il vaglio della giunta regionale il piano di riordino delle società in house e delle partecipazioni societarie dell'Emilia Romagna che grazie al dimezzamento complessivo delle partecipate (da 24 a 13 fra società in house e partecipazioni, oggi 17) porterà a risparmi per 9 milioni di euro e a un'entrata fino a 11 milioni dalla vendita delle quote oggi in capo alla Regione.
Un'operazione che non muove «da obblighi a ridurre, dismettere o accorpare, non avendo le attuali società bilanci in rosso o essendoci palesi inutilità» ma da una «scelta strategica chiara, rendere il sistema ancor più efficace e competitivo» e che «non metterà a rischio un solo posto di lavoro». La commentano così il sottosegretario alla Presidenza della Giunta, Andrea Rossi, nel corso della conferenza stampa di presentazione del piano, insieme agli assessori regionali Emma Petitti (Riordino istituzionale), Palma Costi (Attività produttive), Patrizio Bianchi (Lavoro) e Sergio Venturi (Sanità).

Il piano di riordino
Il piano poggia sull'uscita da 8 società partecipate, di cui verranno dismesse le quote, e sulla riduzione da 7 a 4 delle società in house, con la fusione fra Ervet e Aster e quella fra Lepida e Cup 2000 volte a far nascere due poli specializzati: il primo su valorizzazione dei territori, ricerca e ambiente; il secondo sullo sviluppo dell'Ict regionale.
Per tutte le società, in parallelo ai processi di fusione e dismissione, saranno unificate le funzioni trasversali e cioè amministrazione, gestione del personale, controllo di gestione, servizi rendicontali, legali, comunicazione e relazioni esterne.
Quanto ai risparmi calcolati, 5 milioni di euro sono legati alla riduzione dei costi di gestione e 4 milioni arriveranno dalla riduzione della dipendenza dai finanziamenti regionali. A essi si aggiungono gli 11 milioni di valore delle quote che verranno dismesse.

Le società in house
Viene dunque decisa la fusione in nuovi soggetti societari di Lepida e Aster da un lato, e di Cup 2000 e Ervet, dall'altro. Per Fer (Ferrovie Emilia-Romagna) e Apt sarà attuato un percorso di riordino specifico, mentre sarà dismessa la quota della Regione in Finanziaria Bologna metropolitana (Fbm).
E' escluso l'assorbimento nella nuova società del settore strategico dei servizi di prenotazione delle prestazioni sanitarie: è infatti allo studio la trasformazione di Cup 2000 in una società consortile composta dalle aziende sanitarie che attualmente ricevono i servizi, con l'obiettivo di dare continuità alle attività per le aziende e i cittadini e di garantire i livelli occupazionali.
Per quanto riguarda le fiere, viene ribadito l'obiettivo di creare una unica società che rappresenti e valorizzi il sistema imprenditoriale dell'Emilia-Romagna.

I passi successivi
Dopo l'approvazione da parte della giunta regionale che è attesa dalla prossima seduta, inizierà la fase di confronto e condivisione con gli altri soci, gli organi sociali e le organizzazioni sindacali, un percorso che passerà per decisioni tecniche legate alle fusioni e alla cessione delle quote e per modifiche normative. Il tutto per arrivare entro la fine del 2016 al programma operativo per l'attuazione del piano di riordino.


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