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Conti giudiziali, Comuni obbligati alla disciplina preventiva dei beni mobili

di Giuseppe Nucci

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

La Corte dei Conti, Sezione Giurisdizionale della Regione Toscana, con sentenza n. 90, del 29 marzo 2016, nel ribadire che il conto giudiziale è posto esclusivamente a carico del consegnatario per debito di custodia, precisa che gli enti locali, nell’esercizio della loro autonomia organizzativa, devono preventivamente regolamentare la gestione dei beni mobili, in particolare:
•  specificando gli adempimenti posti in capo agli agenti amministrativi;
•  procedendo ad una puntuale ricognizione e distinzione dei beni mobili ed alla conseguente individuazione dei beni da affidare alla custodia di un consegnatario, per i quali sussiste l’obbligo di resa del conto giudiziale.

La decisione
La sezione giurisdizionale regionale veniva investita dal magistrato relatore per i conti di un piccolo Comune in relazione al deposito di conti giudiziali riferiti a gestioni che non riguardavano beni mobili o "materie" per le quali l'agente contabile abbia "debito di custodia", riferendosi all’intero inventario dell’ente, ivi inclusi i beni mobili registrati, quali “automezzi”, nonché quelli in uso, assoggettati a mero “debito di vigilanza” quali, ad esempio, “mobili e macchine per ufficio” o “attrezzature e sistemi informatici”, per i quali non sussiste l’obbligo di rendere il conto giudiziale.
Il giudice contabile, all’esito del giudizio, ne dichiarava l’improcedibilità stante la mancanza di obblighi di rendicontazione per tali beni.

Le nozioni di agente contabile e di consegnatario
Il collegio, preliminarmente, precisa che per l’ordinamento degli enti locali, nonostante le divergenze lessicali, le nozioni di agente contabile e di consegnatario sono quelle proprie della contabilità di Stato.
Conseguentemente deve farsi riferimento, per l’agente contabile, all'articolo 178 del regio decreto n. 827/1924, ("Regolamento per l'amministrazione del patrimonio e per la contabilità generale dello Stato"), che comprende:
a) gli agenti che con qualsiasi titolo sono incaricati, a norma delle disposizioni organiche di ciascuna amministrazione, di riscuotere le varie entrate e di versarne le somme nella cassa dell’amministrazione stessa;
b) i tesorieri che ricevono nelle loro casse le somme dovute all’amministrazione, o le altre delle quali questo diventa debitore, eseguono i pagamenti delle spese per conto dell’amministrazione e disimpegnano tutti quegli altri servizi speciali che sono loro affidati;
c) tutti coloro che, individualmente ovvero collegialmente, hanno maneggio qualsiasi di pubblico danaro, o sono “consegnatari di generi, oggetti e materie appartenenti allo Stato (nel caso in esame, all’ente locale)”;
d) gli impiegati dell’amministrazione o anche terzi cui sia dato speciale incarico di fare esazioni di entrate di qualunque natura e provenienza;
e) tutti coloro che, anche senza legale autorizzazione, prendono ingerenza negli incarichi attribuiti agli agenti anzidetti e riscuotono somme di spettanza dell’amministrazione.
Per quanto attiene invece alla denominazione di “consegnatario”, il Dpr n. 254/2002, all’articolo 6, comma 1, stabilisce che “gli agenti che ricevono in consegna i beni mobili dello Stato (e cioè i beni individuati dall'articolo 1, comma 1, lettera a) sono denominati consegnatari i quali, in relazione alle modalità di gestione e di rendicontazione ed alle conseguenziali responsabilità, assumono la veste, rispettivamente, di agenti amministrativi per debito di vigilanza e di agenti contabili per debito di custodia”.

Il debito di custodia ed il debito di vigilanza
Poiché, ai sensi del richiamato Dpr n. 254, solo i consegnatari per debito di “custodia” (agenti contabili) sono obbligati alla resa del conto giudiziale (articoli 11 e 23) mentre non vi sono tenuti (articolo 12) i consegnatari per debito di “vigilanza” (agenti amministrativi), diventa determinante aver chiara tale distinzione, fissata anche da numerose e concordanti pronunce giurisprudenziali.
In linea di massima, il debito di “custodia” caratterizza il consegnatario incaricato di gestire un deposito o magazzino alimentato direttamente dalla produzione o dall’acquisizione in stock di beni mobili destinati a ricostituire le scorte operative delle varie articolazioni dell’amministrazione di appartenenza mentre il debito di “vigilanza” invece connota l’azione del consegnatario, presso ciascuna articolazione funzionale dell’amministrazione, competente alla sorveglianza sul corretto impiego dei beni dati in uso agli utilizzatori nonché circa la gestione delle scorte operative di beni assegnati all’ufficio e destinati all'uso (intendendosi per gestione delle scorte operative l’acquisizione, conservazione e somministrazione di beni nei limiti qualitativi e quantitativi strettamente funzionali alle esigenze dell’ufficio stesso, secondo i consumi programmati e le correlate periodicità di approvvigionamento).
In generale, quindi, non sussiste in capo ai consegnatari alcun debito di custodia per i beni che siano estranei ad una gestione di magazzino.
Coerentemente i beni di consumo giacenti presso i singoli uffici non devono essere ricompresi nel conto giudiziale e ciò implica una sostanziale contestualità tra il momento di consegna del bene all'ente e la sua effettiva assegnazione all'utilizzatore o all'ufficio; per i beni dismessi, valgono ovviamente le condizioni inverse e cioè il prelievo del bene deve essere effettuato direttamente presso l'agente amministrativo responsabile procedendo al contestuale discarico.

Profili organizzativi e gestionali
Il quadro normativo descritto deve comunque poggiare su un adeguato assetto organizzativo che ogni ente locale deve autonomamente definire.
Nel caso in esame, in particolare, l’ente locale deve disciplinare la gestione dei beni mobili e, conseguentemente, procedere allo loro ricognizione e classificazione al fine di individuare quelli per i quali sussista un debito di custodia e, quindi, l’obbligo di resa del conto giudiziale.
È evidente che in assenza di una gestione del consegnatario per debito di custodia non è necessario redigere e depositare un conto giudiziale che non registri alcun movimento ma è sufficiente segnalare alla Sezione giurisdizionale l'insussistenza di tale gestione.


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