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Bilanci 2016, come si determina il Fondo crediti di dubbia esigibilità

di Elena Brunetto (*) - Rubrica a cura di Anutel

Gli enti locali sono in questi giorni alle prese con la predisposizione del nuovo bilancio preventivo 2016/2018. Per gli enti che non hanno partecipato alla sperimentazione si tratta del primo anno di applicazione, a regime, del nuovo ordinamento contabile.
Ancorché i principi fondamentali della riforma e, in particolare, il principio contabile relativo alla gestione finanziaria di cui all'allegato 4/2 al Dlgs 118/2011 siano già stati applicati nel corso dell'esercizio finanziario 2015, dubbi e difficoltà vengono ancora riscontrati in particolare nell'applicazione dei nuovi istituti quali il Fondo pluriennale vincolato e il Fondo crediti dubbia esigibilità.

Fondo crediti dubbia esigibilità
Per quest'ultimo in particolare l'esempio 5 del suddetto principio contabile applicato individua diverse modalità di calcolo, sia in relazione alle varie tipologie di entrata cui il fondo si riferisce, sia in relazione ai dati contabili che devono essere considerati per il calcolo medesimo. Poiché il responsabile finanziario dell'ente ha la facoltà di scegliere la modalità di calcolo della media per ciascuna tipologia di entrata, indicandone la motivazione nella nota integrativa al bilancio, nel caso in cui l'andamento delle entrate nell'ultimo quinquennio non sia costante, potrà scegliere di applicare una media ponderata, piuttosto che la media semplice nel caso di andamento omogeneo della riscossione nel quinquennio di riferimento.
Per quanto riguarda i dati contabili cui fare riferimento, l'esempio in parola distingue a seconda che il fondo venga calcolato con dati provenienti da esercizi finanziari già gestiti in applicazione del nuovo ordinamento contabile, piuttosto che su dati provenienti da gestioni precedenti.
Per le annualità gestite con le regole del nuovo ordinamento, devono essere messi a confronto gli incassi in conto competenza con le previsioni di competenza, mentre per le annualità precedenti va presa in considerazione la somma degli incassi totali dell'anno (sia in conto competenza che in conto residui) da raffrontare con le previsioni di competenza dell'esercizio.
Pertanto, per gli enti non sperimentatori, solo a decorrere dal 2020 verrà applicata in toto la prima modalità di calcolo.
Si potrà applicare invece la facoltà prevista dal principio contabile, ma riservata esclusivamente alle annualità gestite con il nuovo ordinamento, che consente di effettuare il conteggio considerando gli incassi in conto competenza dell'anno cui vanno sommati gli incassi in conto residui riferiti alla medesima annualità effettuati nell'anno successivo, da raffrontare con gli accertamenti dell'anno (ad esempio, per gli accertamenti dell'anno 2015 potranno essere confrontati con gli incassi in conto competenza 2015, da sommarsi con gli incassi in conto residui 2015 avvenuti nel corso dell'anno 2016).

Entrate per cassa ante riforma
Particolare attenzione dovrà poi essere posta a quelle entrate che, prima dell'entrata in vigore della riforma, venivano gestite per cassa.
In tal caso gli enti dovranno far ricorso a dati extra-contabili, al fine di poter determinare le quote di accantonamento sulle poste ora previste a bilancio in misura integrale.
Nel predisporre il bilancio 2016/2018 gli enti dovranno inoltre tener conto del fatto che l'introduzione graduale del fondo, che aveva consentito nel 2015 di accantonare l'importo minino del 36%, prevede un incremento di tale quota nella misura del 55% per il 2016, del 70% nel 2017, dell'85% nel 2018, per arrivare al 100% nel 2019.

Il monitoraggio
Il Fondo determinato secondo le modalità sopra esposte dovrà poi essere monitorato nel corso della gestione ed eventualmente adeguato, al fine di consentire la dimostrazione della congruità del medesimo in relazione all'effettivo andamento della riscossione, onde evitare il manifestarsi di situazioni di squilibrio nella gestione del bilancio. Lo stanziamento del Fondo crediti dubbia esigibilità è da considerarsi pertanto uno stanziamento flessibile, soggetto a variazioni in corso d'esercizio. Appare pertanto corretto, nel caso in cui il bilancio di previsione venga approvato entro il termine dell'esercizio precedente o, comunque, prima dell'approvazione del rendiconto dell'esercizio precedente, utilizzare come dati di riferimento gli ultimi 5 esercizi chiusi (ad esempio per il bilancio 2016 i dati relativi alle annualità 2010/2014), salvo procedere, ad avvenuta approvazione del rendiconto 2015, a ricalcolare il Fondo sui dati definitivi (nell'esempio 2011/2015), aggiornando lo stanziamento in sede di variazione. Infine gli Enti dovranno porre particolare attenzione al monitoraggio dei nuovi equilibri di bilancio imposti dalla Legge di Stabilità 2016 tra entrate finali e spese finali, considerato che il Fondo crediti di dubbi esigibilità potrà essere detratto dal totale delle spese finali, quale valore positivo nella determinazione del saldo relativo al rispetto dei vincoli di finanza pubblica.

(*) Docente Anutel


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