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Prove di spending review alla siciliana: cancellata la «legge mancia»

di Gianni Trovati

In Sicilia tramonta la «tabella H», l'elenco annuale dei finanziamenti a pioggia ad associazioni, fondazioni, Comuni e parrocchie che a ogni finanziaria isolana incendiava le trattative dei «deputati» regionali sul do ut des delle mance da spargere sul territorio per trasformarle in voti. L'addio stabilito dalla nuova manovra approvata ieri dall'assemblea regionale fa uscire di scena un'istituzione della politica siciliana, all'interno di un bilancio che continua ad avere il fiato corto e rimane appeso ad altri 500 milioni attesi da Roma. «I soldi non ci sono più - ha spiegato il presidente dell'assemblea regionale, Giovanni Ardizzone -, ora bisogna pensare alle riforme».

Tra novità e conferme
La prima sostituisce la vecchia lista della spesa con un sistema a bandi per ottenere i finanziamenti, e prova a muovere il primo passo simbolico su una strada del «rigore» che resta comunque lunghissima. Anche nella nuova finanziaria tornano tanti classici delle manovre siciliane, a partire dall'ennesima proroga per i contratti dei 24mila precari degli enti locali, da anni appesi al meccanismo dei rinnovi periodici. Il tentativo annunciato, ancora una volta, è quello della stabilizzazione, che però gonfierebbe i bilanci dei Comuni rendendoli ancora più ingestibili.

Il capitolo dei Comuni
Proprio con i sindaci, che insieme alla sanità assorbono la gran parte dei 400 milioni di tagli messi in campo nel tentativo di tenere in piedi i conti regionali, c'è stato il braccio di ferro più teso, chiuso con 50 milioni pescati dal fondo per le pensioni degli ex dipendenti regionali e 115 milioni dai fondi Pac finalizzati agli investimenti. La febbre dei conti comunali, del resto, rimane alle stelle, come mostra il termometro delle anticipazioni di tesoreria: giusto lunedì scorso la Corte dei conti ha spiegato che i prestiti chiesti dai sindaci per tamponare le crisi di liquidità viaggiano a quota 91 euro ad abitante nella media nazionale, ma in Sicilia volano a 359 euro pro capite.

La «spending»
Per riportare a galla i bilanci pubblici, superano lo Stretto una serie di prove di spending review che nell'Italia ordinaria sono ovvie da anni: chi è in aspettativa sindacale non può ricevere il salario di produttività, e i dirigenti generali dovranno ricoprire a titolo gratuito gli incarichi aggiuntivi. Tra i tagli alla siciliana va citato quello alla buonuscita dei regionali, che non sarà più parametrata sull'ultima busta paga (ma sugli ultimi 5 anni) e lo stop a turn over e promozioni per i 24 mila forestali: solo per 4 mesi, però, perché se la riforma non sarà approvata in tempo, la macchina ripartirà come prima.


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