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Fondo di solidarietà, così i calcoli per i Comuni - Ma pesa l'incognita perequazione

di Andrea Ferri (*)

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

La legge di stabilità 2016 non contiene ulteriori tagli ai Comuni e i minori gettiti derivanti dalla manovra fiscale 2016, riconducibili soprattutto all'esenzione Tasi sull'abitazione principale e Imu sui terreni agricoli, verranno totalmente ristorati da compensazioni di importo pari al minor gettito conseguito. Questa la principale premessa da cui occorre partire per svolgere alcune considerazioni circa l'ammontare delle risorse a disposizione dei Comuni per il 2016 in vista della scadenza del termine di approvazione del bilancio di previsione 2016, attualmente previsto per il 31 marzo 2016.
Sono sostanzialmente tre i fattori da tenere sotto osservazione: l'ammontare dei ristori dei gettiti aboliti, la dotazione netta del Fondo di solidarietà comunale e la redistribuzione perequativa basata sulla differenza tra capacità fiscali e fabbisogni standard, che nel 2016 passa dal 20% al 30% dello schema perequativo.

Le risorse in gioco
L'ammontare complessivo delle risorse standard 2016 (Imu standard al netto della quota di alimentazione + Tasi standard + Fondo di solidarietà comunale attribuito), al netto di una quota pari ad 89 milioni (lo 0,57% di risorse in meno rispetto al 2015) destinata a rifondere i Comuni con Tasi abitazione principale inferiore allo standard, deve risultare, in regime di totale compensazione dei gettiti aboliti, di importo pari a quello 2015.
In fase di ricognizione dei gettiti oggetto di ristoro, gli enti potranno pertanto fare riferimento sia a quelli direttamente riscontrabili del 2015 sia, con riferimento ad alcune fattispecie minori (canoni concordati e comodati), su dati di specifica conoscenza locale. Sui comodati vale la pena di ricordare che il ristoro si basa sulla restrittiva definizione di legge e non sulle politiche, spesso più generose, adottate dai Comuni. L'ammontare dei principali ristori può contare su una quantificazione generale sostanzialmente condivisa. È il caso, in particolare, di quelli relativi all'esenzione dell'abitazione principale, il cui gettito è tracciato con i pagamenti via F24, e dei terreni, oggetto di stime e ristori parziali fin dal 2014. Sui terreni montani va anche ricordato che sono aboliti dal 2016 i tagli intervenuti per effetto del regime introdotto per il 2014-15.
Diverso e del tutto peculiare il caso dei fabbricati di categoria «D», il cui regime più favorevole per il venir meno dell'imponibilità di alcune componenti (gli "imbullonati") comporta secondo la legge un ristoro pari a 155 milioni di euro annui. La quantificazione non è però ancorata a informazioni verificabili e tuttavia l'effettivo ammontare potrà essere direttamente monitorato in ragione della procedura di verifica prevista, basata sui Docfa catastali presentati.

Meno Imu nel Fondo di solidarietà
Il principio dell'invarianza di risorse si esprime inoltre nell'equivalenza del Fondo di solidarietà comunale netto 2015 e 2016, determinato dalla somma algebrica tra la quota di alimentazione ed il Fondo attribuito. Nel 2016 la quota di alimentazione del Fondo di solidarietà comunale subisce una sensibile diminuzione: il 22,4% circa dell'Imu base, a fronte del 38,23% del 2015. Di conseguenza, un maggior ammontare di gettito Imu di base resta nella disponibilità del comune e l'assegnazione da Fondo di solidarietà diminuirà per mantenere invariate le risorse effettivamente riconosciute.

Le incognite della perequazione
Il riparto della quota perequativa, infine, rappresenta un'incognita attualmente non superabile, poiché risente sia dell'incremento progressivo della quota oggetto di riparto, che passa dal 20% al 30%, sia degli aggiornamenti dei fabbisogni e delle capacità fiscali standard, tuttora in corso di elaborazione.
In assenza di aggiornamenti o modifiche, pur oggettivamente auspicabili, l'applicazione del medesimo schema 2015, ancorché ricadente su un perimetro di risorse ridotto (i ristori sono infatti esclusi), amplifica sensibilmente gli effetti distorsivi prodotti lo scorso anno, con penalizzazioni non controllate per un gran numero di Comuni di piccola e media dimensione. L'effetto dovuto alla perequazione si concretizzerebbe in un aumento del 50% rispetto a quanto osservato nel 2015. Per individuare l'effetto 2015 è sufficiente consultare i dati del sito Ifel, o del sito ministero dell'Interno (dati definitivi Fsc 2015, differenza tra le voci E3-C4). Per una valutazione prudenziale della correzione 2016 è opportuno considerare il 50% dell'effetto negativo (massimo della penalizzazione ipotizzabile), oppure una misura minore dell'effetto positivo 2015 (ad esempio il 20%), nell'attesa della più precisa definizione del riparto.
È d'altra parte evidente che l'intero percorso perequativo deve essere oggetto di una valutazione politica ad hoc, che tenga conto non solo della necessità di disporre di uno schema a regime sostenibile, ma anche del fatto che il 2016 è un anno di blocco delle capacità di manovra fiscale degli enti locali, elemento di oggettiva contraddizione con il dispositivo perequativo. Il superamento della "spesa storica" nell'assegnazione delle risorse necessita infatti, oltre che di solide basi informative, di uno schema condiviso, di un assetto fiscale stabile e di un percorso di avvicinamento che consenta a tutti i comuni di avere certezza dei tempi e della dimensione dello sforzo richiesto.

(*) Responsabile del dipartimento Finanza locale Anci-Ifel


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