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Milleproroghe: approvare emendamenti Anci ammissibili e trovare soluzioni ragionevoli su salario accessorio

a cura degli uffici Anci

Approvare gli emendamenti al Milleproroghe già dichiarati ammissibili e trovare una soluzione ragionevole sulla compensazione per il recupero dei fondi relativi al salario accessorio. È la richiesta dell'Anci ai componenti delle Commissioni riunite Bilancio e Affari Costituzionali della Camera dei Deputati, che da oggi cominceranno a votare il provvedimento.

Gli emendamenti già ammessi
L'Anci, apprezzando l'apertura del Parlamento su questioni urgenti e di grande importanza per i Comuni e auspicando dunque l'approvazione degli emendamenti già ammessi al voto delle Commissioni, quali ad esempio la correzione dei tempi per la messa in sicurezza degli edifici scolastici, la proroga dei bandi per le gare di aggiudicazione del servizio di distribuzione del gas e della possibilità di istituire l'imposta di soggiorno per i Comuni che ancora non avessero deliberato, ricorda al Parlamento che almeno su un'altra problematica serve una risposta urgente ed improcrastinabile e chiede un'ulteriore riflessione.

La questione del salario accessorio
Si tratta della questione relativa, in particolare, alle compensazioni per il recupero dei fondi relativi al trattamento economico accessorio. L'emendamento (si veda in particolare l'articolo «Recuperi sostenibili per il salario accessorio nei Comuni» del Segretario Generale Anci, Veronica Nicotra) è una proposta di buon senso e consente di compensare gli importi dei fondi per il trattamento economico accessorio illegittimamente erogati, con economie generate da processi di razionalizzazione e riqualificazione della spesa. È una proposta che mira cioè alla valorizzazione delle economie di spesa già programmate e realizzate dalle amministrazioni interessate e che potrebbero essere destinati alla definizione di una problematica dalla cui risoluzione dipende la regolare prosecuzione nell'erogazione dei servizi ai cittadini.
Rimane anche aperta la questione delle delibere Imu-Tasi del 2015, per quei Comuni che per ragioni oggettive hanno deliberato oltre il termine del 31 luglio.


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