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Accertamento delle entrate: l'addizionale comunale Irpef e il fondo Tasi

di Rossella De Parigi - Rubrica a cura di Anutel

Dal corrente esercizio finanziario entra a pieno regime l'applicazione delle regole in materia di armonizzazione contabile alla luce del Dlgs n. 118/2011 e successive modificazioni. Senza dubbio tutte le modifiche al sistema contabile degli enti locali sono rivolte a superare le criticità emerse negli anni:
• accertamenti di entrate deboli o future;
• accumulo di residui attivi poco significativi.
Allo stesso tempo finanziare la spesa solo con risorse effettivamente incassate o da incassare perché scadute nel diritto, consente di avere una sana situazione finanziaria nell'ente locale. Di qui il fondamentale lavoro dell'intero ente (amministratori e dirigenti/capisettori) per raggiungere tale obiettivo.

L'addizionale comunale Irpef
L'allegato 4.2 al punto 3.7 del Dlgs n. 118/2011 delineava le modalità con cui venivano accertate le entrate tributarie. Con particolare riferimento all'addizionale comunale Irpef, la prima stesura del principio contabile stabiliva che la stessa era un'entrata accertata per autoliquidazione dei contribuenti, ossia accertata «sulla base delle riscossioni riferibili all'anno precedente effettuate entro la chiusura del rendiconto per un importo non superiore a quello stimato dal competente Dipartimento delle Finanze attraverso il Portale sul federalismo fiscale».
Gli allegati al Dlgs n. 118/2011 sono soggetti ad aggiornamenti; in particolare l'articolo 3 del Dm 1° dicembre 2015 recante il terzo aggiornamento agli stessi, cancella la possibilità di utilizzare le stime ministeriali, lasciando applicabile esclusivamente il criterio di cassa.
Per il 2016 l'applicazione di tale criterio comporterebbe l'iscrizione di un entrata tributaria più bassa, con conseguenti problemi di quadratura di bilancio. Per tale ragione, il 16 dicembre 2015 si è svolta presso il ministero dell'Economia e delle finanze una riunione della Commissione Arconet, nel corso della quale si è esaminata la proposta elaborata da Rgs, Anci e Dipartimento delle Finanze, diretta a inserire un nuovo principio contabile in materia di accertamento di entrate tributarie.
In base al nuovo principio contabile, l'accertamento della addizionale comunale Irpef, oltre che per cassa, verrà fatto sulla base «delle entrate accertate nell'esercizio finanziario del secondo anno precedente a quello di riferimento, anche se superiore alla somma degli incassi in conto residui e in conto competenza rispettivamente dell'anno precedente e del secondo anno precedente quello di riferimento».
In pratica nel Bilancio di previsione 2016, i Comuni potranno indicare nella voce Addizionale comunale Irpef E1010116001 un importo pari all'accertato 2014 e comunque non superiore alla somma tra riscossioni in conto competenza 2014 e riscossioni in conto residui 2015.
Restano le difficoltà per gli Enti che nel corso dell'esercizio finanziario hanno deliberato aumenti dell'addizionale comunale Irpef.
Va precisato però che, nella redazione del Rendiconto di gestione esercizio finanziario 2015, si applicherà in ogni caso il principio della competenza secondo le vecchie regole contabili.

Il fondo Tasi
Altra novità relativa alle entrate è quella introdotta dalla legge di stabilità 2016 (legge n. 208/2015), che ha abolito la Tasi sugli immobili adibiti ad abitazione principale; a decorrere dal 2016 verrà attribuito all'ente locale un fondo Tasi, che dovrebbe compensare il minor gettito Tasi. Il condizionale è d'obbligo: l'Anci aveva richiesto circa 5 miliardi, mentre le somme stanziate dalla legge di stabilità per ristoro dei mancati introiti fiscali ammontano a circa 3,8 miliardi.
Le continue modifiche normative rendono particolarmente complessa sia la redazione del Bilancio di previsione 2016 sia la corretta assunzione di impegni di spesa e degli accertamenti di entrata. Appare particolarmente difficoltoso individuare un importo per Fondo Tasi da iscrivere nelle previsioni di entrata, considerando che la tempistica del riparto del fondo ai Comuni si scontra con il termine fissato per l'approvazione del bilancio al 31 marzo 2016. Personalmente in via prudenziale suggerirei di inserire nelle previsioni fondo Tasi un importo inferiore a quello accertato nell'esercizio finanziario 2015, proprio per non incorrere nel rischio di iscrivere una somma sovrastimata rispetto alle assegnazioni ministeriali.


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