Home  › Fisco e contabilità

Può bastare la portineria per cancellare gli sconti Imu-Tasi sui comodati

di Gianni Trovati

Può bastare anche la piccola quota del locale portineria, come accade in tutti i condomini in cui le ex portinerie sono divise fra i proprietari, per far cadere il dimezzamento delle tasse sulle case date in comodato a figli e genitori. Lo stesso effetto può essere prodotto da un secondo garage, che non può rientrare fra le «pertinenze» dell'abitazione principale in base alle rigide regole fissate dall'Imu, o per la quota anche infima di un terreno, magari ereditato e di fatto privo di qualsiasi reddito.

I parametri
A creare il problema è la formulazione scelta dalla legge di stabilità 2016, che riserva l'abbattimento dell'imponibile (e dunque lo sconto del 50% sull'Imu e l'eventuale Tasi) ai proprietari che concedono a titolo gratuito una casa ai figli o ai genitori. La condizione per ottenere le imposte dimezzate è quella di possedere al massimo l'abitazione principale, nello stesso Comune in cui si trova la casa concessa in comodato, e nessun altro «immobile». Ora, si dà il caso che le portinerie, i terreni e molti altri beni che possono creare l'effetto paradosso siano immobili.
Del problema si è occupata ieri anche la Camera, in risposta al question time presentato da Gian Mario Fragomeli (Pd), ma per il momento le indicazioni del ministero dell'Economia si sono limitate all'annuncio di una circolare «in preparazione» al dipartimento delle Finanze per «chiarire le problematiche applicative» delle nuove regole. Per il momento, nelle risposte fornite dal contact center delle Entrate ci si limita a ricordare che la norma «nulla prevede» per il caso di nuda proprietà.

Il problema della registrazione
Fra le «problematiche applicative» sollevate dal question time ed evocate dalla risposta c'è anche quella prodotta dall'altra condizione per ottenere lo sconto, cioè l'obbligo che i contratto sia registrato. Per far partire gli effetti della registrazione, e quindi la possibilità di ottenere lo sconto, dal 1° gennaio scorso, le regole dell'imposta di registro prevedono però che la registrazione arrivi entro il 20 gennaio (come ricordato sul Quotidiano degli enti locali e della Pa del 14 gennaio scorso); per molti, però, è stato finora impossibile ipotizzare un confronto fra i costi (200 euro di imposta di registro più 16 euro di bollo ogni quattro pagine) e i benefici dello sconto, proprio per le tante incognite della nuova regola. Una soluzione possibile sarebbe quella di replicare per i comodati il calendario previsto per gli imbullonati, che fa partire da inizio anno gli effetti delle istanze presentate entro il 15 giugno. Ma anche su questo punto bisognerà attendere le risposte del ministero, che per ora si limita a ricordare che la dichiarazione va presentata entro il 30 giugno dell'anno successivo: sull'esigenza di un modello per i comodati la decisione non è ancora presa.


© RIPRODUZIONE RISERVATA