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Legge di stabilità: politica di coesione, le novità per i Comuni

di Francesco Monaco (*)

Diverse sono le novità che riguardano la politica di coesione introdotte dalla legge di stabilità 2016 e che possono avere un impatto sui Comuni italiani. Ecco un esame sintetico dei diversi fronti toccati dalla legge.

Piano Azione e Coesione (Pac)
La prima, e forse più importante, norma in esame riguarda il Piano di Azione e Coesione (Pac). Come si ricorderà il Pac, inviato alla Commissione a novembre 2011, è un programma che si attua attraverso una revisione delle scelte di investimento già compiute nell'ambito della programmazione 2007-2013 con lo scopo sostanziale di accelerarne l'attuazione (all'epoca in fortissimo ritardo).
Complessivamente, a febbraio 2014, il Pac aveva raggiunto un valore pari a 13,5 miliardi di euro a cui concorrevano risorse nazionali derivanti dalla riduzione del tasso di cofinanziamento nazionale dei programmi operativi (11,5 miliardi di euro) e risorse riprogrammate attraverso rimodulazione interna ai medesimi programmi (2,0 miliardi di euro). Diversi i settori finanziati da Pac di interesse diretto dei Comuni e su cui sono stati avviati numerosi progetti. Fra questi: l'agenda digitale; i trasporti e le infrastrutture; l'energia e l'efficientamento energetico; l'ambiente e la prevenzione dei rischi; l'attrazione culturale, naturale e turistica; l'inclusione sociale; l'istruzione e i servizi di cura ad infanzia e anziani. Ebbene i commi 109-110 dell'articolo 1 della Stabilità stabiliscono che entro il 31 marzo 2016 si dovrà provvedere (presumibilmente il compito sarà affidato all'Agenzia della coesione territoriale) alla ricognizione delle risorse del Fondo di rotazione di cui all'articolo 5 della legge 16 aprile 1987 n. 183, già destinate agli interventi del Piano di Azione Coesione (Pac), non ancora oggetto di impegni giuridicamente vincolanti rispetto ai cronoprogrammi approvati. La norma, in verità, è stata già proposta nella legge di stabilità per il 2015 e ha determinato in corso d'anno importanti rimodulazioni (tagli) agli interventi Pac. A tal fine, le amministrazioni titolari di interventi del Pac, approvati alla data di entrata in vigore della legge, entro il 31 gennaio 2016 dovranno inviare al sistema di monitoraggio nazionale, i dati relativi alle risorse impegnate e pagate per ciascuna linea di intervento.
Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare entro il 30 aprile 2016 di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, sarà determinato l'ammontare delle risorse disponibili in esito alla ricognizione e disposto l'utilizzo delle stesse per l'estensione dell'esonero contributivo di cui ai commi 178 e 179 della legge di Stabilità 2016 alle assunzioni a tempo indeterminato effettuate nell'anno 2017 in favore dei datori di lavoro privati, operanti nelle Regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna, alle medesime condizioni previste dai predetti commi, eventualmente rimodulando la durata temporale e l'entità dell'esonero e comunque assicurando una maggiorazione della percentuale di decontribuzione e del relativo importo massimo per l'assunzione di donne di qualsiasi età, prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi, in ragione delle risorse che si renderanno disponibili, la cui efficacia è subordinata all'autorizzazione della Commissione europea ai sensi dell'articolo 108, paragrafo 3, del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea.

Accelerazione della spesa cofinanziata da Fondi Ue
Sono diverse anche le misure adottate per assicurare la velocità di spesa agli interventi co-finanziati da fondi Ue. Una riguarda la possibilità di accelerare e semplificare l'iter dei pagamenti riguardanti gli interventi cofinanziati dall'Unione europea e gli interventi di azione e coesione complementari alla programmazione dell'Unione europea, a titolarità delle Amministrazioni centrali dello Stato ovvero di agenzie dalle stesse vigilate attraverso erogazioni a proprio carico del Fondo di rotazione (articolo 5 della legge 16 aprile 1987 n. 183), anche mediante versamenti nelle contabilità speciali appositamente istituite (articolo 1, comma 801).
Un'altra riguarda le anticipazioni di quote comunitarie e di co-finanziamento di Pon (programmi operativi nazionali) e Por (programmi operativi reginali).
La norma (articolo 1, comma 802) autorizza sempre il Fondo di rotazione (articolo 5 della legge 16 aprile 1987 n. 183) a concedere anticipazioni delle quote comunitarie e di cofinanziamento nazionale dei programmi a titolarità delle Amministrazioni centrali dello Stato, nonché delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano cofinanziati dall'Unione europea con i fondi strutturali, il Feasr e il Feamp, nonché dei programmi complementari di cui al comma 242 (n.d.r. interventi complementari rispetto ai programmi cofinanziati dai fondi strutturali dell'Unione europea 2014/2020, inseriti nell'ambito della programmazione strategica definita con l'Accordo di partenariato 2014/2020 siglato con le Autorità dell'Unione europea), nel limite di 500 milioni di euro annui a valere sulle proprie disponibilità.

Strategia Nazionale Aree interne
Un ulteriore fronte toccato dalla legge di stabilità riguarda questa importante strategia che interessa ormai 65 aree selezionate dal Comitato nazionale, per un totale di quasi 1.000 Comuni coinvolti in tutte le Regioni italiane.
I commi 811 e 812 della legge prevedono che l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 13, della legge di stabilità 2014 (legge 27 dicembre 2013 n. 147), come modificata dall'articolo 1, comma 674, della legge di stabilità 2015 (legge 23 dicembre 2014 n. 190), a valere sulle dotazioni del Fondo di rotazione di cui alla legge 16 aprile 1987 n. 183, relativa agli interventi a favore dello sviluppo delle aree interne, è incrementata di 10 milioni di euro per il triennio 2016-2018.
A seguito di tale incremento l'autorizzazione di spesa a favore delle aree interne è oggi pari, complessivamente, a 190 milioni di euro, così ripartiti:
• 16 milioni di euro per l'anno 2015
• 60 milioni di euro per l'anno 2016
• 94 milioni di euro per l'anno 2017
• 20 milioni di euro per l'anno 2018.

(*) Responsabile Area Mezzogiorno e politiche di coesione territoriale Anci


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