osservatorio anci-ifel

Legge di stabilità: le principali questioni sui temi del personale

di Giuseppe Pellicanò

Posizioni dirigenziali vacanti e ricognizione delle dotazioni organiche, trattamento economico accessorio, limite al 25 per cento per il turn over e ricollocazione del personale delle Città metropolitane e delle Province sono i capitoli principali che la nota di lettura Anci Ifel dedica alla legge di stabilità 2016 sulla materia del personale e sulla cui applicazione concreta l'Anci ha richiesto un confronto di chiarimento al ministero della Pubblica amministrazione. Su questi ed altri temi l'Anci e Ifel, insieme alle Anci Regionali, in collaborazione con il Gruppo 24 Ore, hanno avviato una serie di incontri territoriali, di cui oggi, il primo a Torino.
Ecco nel dettaglio quanto meglio e ampiamente descritto nella suddetta nota.

Dirigenza
In attesa dei decreti attuativi della Riforma Madia sulla dirigenza pubblica, viene stabilito che i posti dirigenziali delle pubbliche amministrazioni vacanti al 15 ottobre 2015 rimangono indisponibili. Anche se si terrà comunque conto del numero dei dirigenti in servizio senza incarico o con incarico di studio e del personale dirigenziale in posizione di comando, distacco, fuori ruolo o aspettativa. Di conseguenza eventuali incarichi conferiti sulle posizioni dirigenziali dopo tale data, cessano di diritto il 1° gennaio 2016, con risoluzione dei contratti. La formulazione della disposizione lascia dubbi sulla sua diretta applicabilità agli enti locali.

Ricognizione delle dotazioni organiche
La legge di stabilità assegna a Regioni ed enti locali il compito di provvedere alla ricognizione delle dotazioni organiche dirigenziali, nonché al riordino delle competenze degli uffici dirigenziali, eliminando eventuali duplicazioni. Inoltre, per garantire maggiore flessibilità e corretto funzionamento degli uffici, viene stabilito il superamento del vincolo di esclusività per i dirigenti dell'avvocatura civica e della polizia municipale, e dell'obbligo di rotazione degli incarichi dirigenziali previsto dalla legge anticorruzione, quando la dimensione dell'ente sia incompatibile con tale misura.

Misure sul trattamento economico accessorio
Secondo quanto previsto dal Dl 16/2014, Regioni e gli enti locali che hanno "sforato" i vincoli finanziari posti alla contrattazione collettiva integrativa devono recuperare integralmente, a valere sulle risorse finanziarie a questa destinate, rispettivamente al personale dirigenziale e non dirigenziale, le somme indebitamente erogate con il graduale riassorbimento delle stesse, con quote annuali e per un numero massimo di annualità pari a quelle in cui si è verificato il superamento di tali vincoli.
Dal 2016 sarà possibile ricorrere a forme di compensazione di tali recuperi utilizzando i risparmi derivanti dalla ricognizione delle dotazioni dirigenziali e dalla riduzione della percentuale di turn over previsti dalla legge di stabilità 2016. La stessa prevede inoltre che da quest'anno e fino all'adozione dei decreti attuativi della legge delega Madia, l'ammontare complessivo delle risorse destinate ogni anni al trattamento economico accessorio del personale, anche dirigenziale, non può superare il corrispondente importo determinato per l'anno 2015 ed è, comunque, automaticamente ridotto in misura proporzionale alla riduzione del personale in servizio, tenendo conto del personale assumibile.

Turn over del personale
Nel triennio 2016-2018, Regioni ed enti locali possono procedere ad assunzioni di personale a tempo indeterminato di qualifica non dirigenziale nel limite di un contingente di personale corrispondente a una spesa pari al 25 per cento di quella relativa al medesimo personale cessato nell'anno precedente. La limitazione del turn over non varrà per i Comuni istituiti a seguito di fusione e per le Unioni di Comuni; mentre è stato previsto il superamento del blocco delle assunzioni nei Comuni situati nelle Regioni dove si sia completato il processo di mobilità del personale. In particolare si stabilisce che lo sblocco delle procedure di reclutamento venga reso noto mediante comunicazione pubblicata nel portale «Mobilita.gov».

Personale delle Città metropolitane
Per favorire la ricollocazione del personale soprannumerario di Città metropolitane e Province, ai Comuni che nel 2015 non hanno rispettato il patto di stabilità non si applica la sanzione del blocco delle assunzioni. La stessa legge prevede la costituzione di un fondo di 60 milioni di euro nello stato previsione del Ministero dell'interno; il 66 per cento del fondo servirà al mantenimento della situazione finanziaria corrente per il 2016 per le Province e le Regioni a statuto ordinario, ed è ripartito entro il 28 febbraio 2016 in sede di Conferenza Stato-città. La restante quota del 34 per cento del fondo è diretta esclusivamente a concorrere alla corresponsione del trattamento economico del personale soprannumerario delle province, fino al completamento dei processi di mobilità, ed è ripartito in proporzione alle unità di personale in soprannumero dichiarato dalle amministrazioni interessate.


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