Home  › Fisco e contabilità

Tari, gli incentivi del Collegato ambientale

di Stefano Baldoni (*) – Rubrica a cura di Anutel

Il «Collegato ambientale» alla legge di stabilità, approvato dalla Camera il 22 dicembre 2015 e in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, introduce nuove forme di incentivazione nella Tari volte a ridurre la produzione dei rifiuti. Mentre la legge di stabilità per l'anno 2016 (legge n. 208/2015) conferma anche per quest'anno le deroghe sui coefficienti e rinvia l'applicazione dei fabbisogni standard.

Deroghe e rinvii della legge di stabilità
Il comma 27 dell'articolo unico della legge n. 208/2015 ha confermato, fino al 2017, la facoltà per i Comuni di derogare, nella determinazione delle tariffe del tributo, ai limiti massimi e minimi fissati dal Dpr n. 158/1999 per i coefficienti Kb, Kc e Kd, concernenti rispettivamente la quota variabile della tariffa delle utenze domestiche e le quote fissa e variabile di quelle non domestiche. Ciò ha permesso a molti Comuni di mitigare l'impatto che si sarebbe avuto sulle tariffe pagate da alcune categorie con l'applicazione dei coefficienti di legge (si pensi agli ortofrutta o alle pizzerie). In tale modo il passaggio alla Tari è avvenuto con una maggiore perequazione degli aumenti tra le diverse utenze.
In mancanza della proroga, nel 2016, i Comuni avrebbero dovuto di nuovo modificare l'assetto tariffario, con conseguente rilevante aggravio per alcune tipologie di attività. Inoltre, anche nel 2016, i Comuni possono non considerare i coefficienti Ka nel calcolo della quota fissa delle utenze domestiche, continuando ad applicare una parte fissa della tariffa indipendente dal numero dei componenti il nucleo familiare, ma legata solo alla superficie dell'abitazione.
Il citato comma della legge di stabilità ha altresì rinviato al 2018 l'utilizzo dei fabbisogni standard per la determinazione del costo del servizio di gestione dei rifiuti. Il comma 653 dell'articolo 1 della legge n. 147/2013 stabilisce infatti che, a decorrere dal 2018, i Comuni (e i gestori) devono avvalersi anche dei fabbisogni standard nella costruzione dei piani finanziari del servizio. Norma molto temuta, sia per la sua formulazione tutt'altro che chiara, e sia perché avrebbe comportato il rischio di scoperture nel finanziamento del servizio, specie laddove il costo effettivo è superiore al fabbisogno standard.

Le riduzioni del Collegato ambientale
L'articolo 36 del Collegato ambientale modifica il comma 659 dell'articolo 1 della legge n. 147/2013, consentendo ai Comuni la facoltà di prevedere, con il regolamento, riduzioni o anche esenzioni in favore di attività di prevenzione nella produzione di rifiuti, commisurando le riduzioni tariffarie alla quantità di rifiuti non prodotti. Seppure è chiaro che la funzione della norma è quella di commisurare sempre di più il prelievo all'effettiva produzione di rifiuti, in ossequio al principio del «chi inquina paga», la sua applicazione appare piuttosto complessa, in particolare per la necessità di parametrare la riduzione tariffaria alla quantità di rifiuti non prodotti. Si potrebbe pensare, ad esempio, all'attivazione di procedure all'interno dell'attività economica che evitano la produzione di rifiuti, a condizione che sia poi documentabile la quantità degli stessi venuta meno.
L'articolo 38 incentiva invece l'attività di compostaggio dei rifiuti organici. La norma consente ai Comuni di applicare una riduzione alle utenze che riducono i rifiuti mediante il compostaggio di rifiuti organici nel luogo di produzione, come «l'autocompostaggio» o il «compostaggio di comunità» (svolto secondo procedure operative stabilite da apposito Dm). Si tratta quest'ultimo del compostaggio effettuato collettivamente da più utenze domestiche e non domestiche della frazione organica dei rifiuti urbani prodotti dalle medesime, al fine dell'utilizzo del compost prodotto da parte delle utenze conferenti. Va rilevato che i Comuni già potevano prevedere incentivi per il compostaggio domestico, avvalendosi della norma del comma 658 dell'articolo1 della legge n. 147/2013, mediante l'applicazione di riduzioni individuali al tributo.
È stata invece espunta dal testo approvato definitivamente la riduzione dal tributo per le utenze commerciali che utilizzano imballaggi per la distribuzione al pubblico di bevande, le quali applicano il sistema del vuoto a rendere su cauzione.
Da ultimo, l'articolo 42 del Collegato ambientale, allo scopo di accelerare la definizione dei criteri per la misurazione puntuale dei rifiuti prodotti dalle singole utenze, presupposto indispensabile per consentire il generalizzato passaggio a una tariffa corrispettiva, ha demandato a un decreto la definizione degli stessi, invece che a un regolamento (articolo 1, comma 667, legge n. 147/2013). Decreto che deve essere emanato entro un anno dall'entrata in vigore della legge e del quale già circolano le prime bozze.

(*) Componente giunta esecutiva e osservatorio tecnico Anutel e docente Anutel


© RIPRODUZIONE RISERVATA