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In Sicilia Riscossione verso il default

di Redazione Quotidiano enti locali e Pa

Rischio crac per «Riscossione Sicilia», la società controllata dalla Regione che si occupa della riscossione dei tributi nell'isola. Un emendamento del M5s, approvato ieri con voto segreto dall'assemblea regionale, che ha mandato sotto governo e maggioranza, ha cancellato l'assegnazione di 2,5 milioni di euro per ricapitalizzare la società che ha a libro paga oltre 700 dipendenti. Dura la reazione del presidente della Regione, Rosario Crocetta, assente in aula al momento della votazione: «È un atto gravissimo in una fase in cui Riscossione Sicilia è impegnata nella lotta all'evasione» e perché adesso la società «sarà costretta a portare i libri contabili in Tribunale» con la gestione che «così passerà a Equitalia». A rischio, accusa il governatore che sta tentando di trovare una soluzione , ci sono «centinaia di lavoratori che saranno licenziati». Toni ancora più pesanti quelli del presidente di Riscossione, Antonio Fiumefreddo, convinto che si voglia colpire così «la società che per la prima volta ha perseguito i grandi evasori, sequestrando beni mobili ed immobili per milioni di euro». Il M5s e alcuni deputati del centrodestra in aula hanno motivato la scelta di opporsi alla ricapitalizzazione perché la società, nonostante diversi solleciti del governo Crocetta e della commissione Bilancio, non ha mai presentato un piano industriale.


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