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Agente accertatore di nomina comunale: uno strumento istruttorio spesso sottovalutato

di Samantha Zebri - Rubrica a cura di Anutel

L'articolo 1, commi 179 e seguenti, della legge 296/2006 offre ai Comuni un importante, ma spesso sottovalutato, strumento istruttorio e probatorio. Comuni e Province – ma per analogia anche le Città metropolitane - con provvedimento adottato dal dirigente dell'Ufficio competente possono conferire i poteri di accertamento, di contestazione immediata, nonché di redazione e di sottoscrizione del processo verbale di accertamento per le violazioni relative alle proprie entrate e per quelle che si verificano sul proprio territorio (ad eccezione di quelle legate al Codice della Strada) a dipendenti dell'ente locale o dei soggetti affidatari, anche in maniera disgiunta, delle attività di liquidazione, accertamento e riscossione dei tributi e di riscossione delle altre entrate, ai sensi dell'articolo 52, comma 5, letteras b), del Dlgs 15 dicembre 1997 n. 446.
In tal caso i verbali di accertamento redatti da questi «agenti accertatori» acquistano l'efficacia di atto pubblico (articoli 2699 e 2700 del codice civile), secondo quanto previsto dall'articolo 68, comma 1, della legge 23 dicembre 1999 n. 488, ferma restando la competenza degli uffici degli enti locali per la procedura sanzionatoria amministrativa.

Requisiti e idoneità
La figura dell'agente accertatore presuppone - oltre alla suddetta qualifica di dipendente dell'ente locale o dell'affidatario - il possesso almeno del diploma di scuola media superiore, la frequenza di un apposito corso di preparazione e qualificazione organizzato a cura dell'ente locale stesso e il superamento del relativo esame di idoneità.
Ovviamente, i soggetti prescelti non devono avere precedenti e pendenze penali in corso né essere sottoposti a misure di prevenzione disposte dall'autorità giudiziaria, ai sensi della legge 27 dicembre 1956 n. 1423 o della legge 31 maggio 1965 n. 575, salvi gli effetti della riabilitazione.
Il corso di preparazione deve essere organizzato dall'ente locale presso il quale dovranno prestare servizio i nominandi agenti. I passaggi necessari a tal fine sono:
1) determinazione dirigenziale di organizzazione del corso;
2) svolgimento del corso in aula, comprovato da fogli di presenza sottoscritti dai presenti;
3) esame di idoneità dei candidati partecipanti al corso, con relativa verbalizzazione della correzione delle prove;
4) determinazione dirigenziale con cui dare atto dell'idoneità e procedere alla nomina ad «agente accertatore» di chi ha ottenuto il sufficiente punteggio nella prova finale.
I nominati, muniti di tesserino o copia dell'atto di nomina, possono quindi iniziare la propria attività di accertatori (non necessariamente solo in ambito tributario) effettuando sopralluoghi e sottoscrivendo verbali di accertamento muniti di fede privilegiata e producibili in giudizio a fini probatori.


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