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Tasi, «rimborsi» anche ai Comuni che hanno azzerato l'aliquota

di Gianni Trovati

Una quota dei rimborsi messi in campo dalla manovra per indennizzare i sindaci dell'addio alla Tasi sull'abitazione principale arriverà anche a Montalto di Castro, dove grazie ai proventi della centrale la prima casa è già libera dalle tasse, come accade a Santa Margherita Ligure, ad Assemini e in altri Comuni. Al rimborso di un'entrata che non c'è provvederanno gli 80 milioni che la manovra accantona nel fondo di solidarietà comunale per indirizzarli agli enti nei quali il rimborso "ordinario" non sarà sufficiente a garantire una somma pari al gettito ad aliquota standard. Dal momento che il rimborso ordinario sarù pari alle entrate effettive prodotte dalla Tasi nel 2015, è evidente che gli 80 milioni saranno distribuiti fra i Comuni in cui il gettito effettivo è inferiore a quello standard. Proprio le entrate stimate ad aliquota standard saranno il livello di riferimento da garantire a questi Comuni, per cui chi non ha fatto pagare la Tasi nel 2015 guadagnerà dalla sua abolizione. Il comma non è figlio di una svista, ma di una scelta in controtendenza rispetto a tutte le dinamiche vissute fin qui dall'altalena del fisco sul mattone, che a ogni abolizione o correzione di tasse sono state ispirate dall'esigenza di garantire la tenuta dei conti nei Comuni dove la pressione del tributo in questione era maggiore. A questa logica risponde anche il fondo Tasi, replicato anche nel 2016.


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