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Bilanci di previsione dei Comuni a rischio quadratura

di Pietro Lo Bosco (*) - Rubrica a cura di Anutel

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Nella preparazione del progetto di bilancio 2016/2018 si pongono fra gli altri due problemi di particolare rilevanza:
1) la previsione del gettito dell'addizionale comunale per l'anno 2016;
2) l'incremento dell'accantonamento al Fcde (Fondo crediti dubbia esigibilità) che passa dal 36% al 55% per gli enti che non hanno aderito alla sperimentazione.

La modifica del principio contabile
Infatti con la modifica al punto 3.7.5 del principio contabile applicato alla contabilità finanziaria, prevista dal decreto del ministero dell'Economia e delle finanze di concerto con il ministero dell'Interno e con la Presidenza del Consiglio dei ministri del 1° dicembre 2015 in attesa di pubblicazione («Le entrate tributarie riscosse per autoliquidazione dei contribuenti»), tra cui rientra a pieno titolo l'addizionale comunale all'Irpef, «sono accertate sulla base delle riscossioni effettuate entro la chiusura del rendiconto e, comunque, entro la scadenza prevista per l'approvazione del rendiconto»; quindi di fatto l'accertamento è per cassa anche se allargata ai primi mesi dell'anno successivo.
In pratica non è più data la possibilità di accertare nell'esercizio di competenza, per un importo non superiore a quello stimato dal competente Dipartimento delle finanze attraverso il portale per il federalismo fiscale prevedendo, pertanto, un trattamento diverso rispetto all'addizionale regionale all'Irpef. Le regioni possono ancora basare le previsioni di gettito per un importo non superiore a quello stimato dal competente dipartimento delle Finanze. La situazione risulta ancora più incomprensibile se si considera che la base imponibile di calcolo è in pratica la stessa.

Il minor gettito
Per i Comuni che finora hanno accertato in base all'anno di competenza del tributo significa che nel 2016, anno di transizione, dovranno prevedere un minor gettito di circa il 60/65 per cento. Infatti se si analizza il funzionamento dell'addizionale comunale applicata dai sostituti di imposta è previsto che deve essere trattenuto il 30% dell'imposta calcolata sull'imponibile dell'anno precedente durante l'anno di competenza e la differenza sul dovuto durante l'anno successivo in rate che possono variare da 9 a 11 in base al mese in cui si provvede al conguaglio fiscale da fare entro il 28 febbraio. Pertanto la maggior parte dell'imposta del 2016 sarà versata ai Comuni nell'anno 2017.

I tagli di spesa
È intuitivo capire invece l'impatto che ha sul bilancio di previsione l'incremento dell'accantonamento al fondo crediti dubbia esigibilità per i Comuni che non hanno aderito alla sperimentazione, ossia la maggior parte: dovranno tagliare la spesa corrente per alimentare l'incremento del fondo. In conclusione si avranno minori entrate tributarie e maggiori stanziamenti per il fondo: i conti difficilmente tornano. Si spera in una correzione del decreto perché diversamente i Comuni ancora una volta si troveranno nell'impossibilità di chiudere i bilanci di previsione.

(*) Componente Giunta esecutiva Anutel


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