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Riscossione azzoppata senza nuovi ufficiali - Concorsi fermi da dodici anni

di Giuseppe Debenedetto

È necessario organizzare nuovi corsi abilitanti per ufficiale della riscossione, altrimenti i Comuni non potranno recuperare i tributi non pagati. Lo chiede a gran voce il presidente dell'Anutel(associazione nazionale uffici tributi enti locali) ribadendo la propria posizione già espressa ad aprile scorso con due note inviate all'agenzia delle Entrate, al sottosegretario dell'Economia, al dipartimento delle Finanze e all'Anci.

Le competenze
Si tratta di un'esigenza più volte segnalata negli ultimi anni, e risalente alla legge 265/2002 che ha introdotto la figura del «funzionario responsabile per la riscossione», soggetto che esercita le funzioni demandate agli ufficiali della riscossione e quindi i compiti degli ufficiali giudiziari. Va subito chiarito che la nuova figura, confermata dalla legge 106/2011, non va confusa con il funzionario responsabile del tributo, il quale sottoscrive gli atti impositivi, compresi l'ingiunzione fiscale, il fermo amministrativo, eccetera, ma non può effettuare pignoramenti mobiliari e immobiliari. Competenze, queste, riguardanti la fase esecutiva, che spettano invece al responsabile-ufficiale della riscossione, presente però solo in pochi Comuni e difficilmente reclutabile per via delle restrizioni assunzionali.

La soluzione possibile
Il problema si potrebbe risolvere facendo ottenere a personale dell'ente l'abilitazione prevista dall'articolo 42 del Dlgs 112/99, cioè il "patentino" rilasciato dal Prefetto. Ma l'ultimo concorso è stato bandito oltre dodici anni fa, precisamente il 21 ottobre 2003, con una procedura selettiva che è peraltro durata più di cinque anni. Il regolamento, contenuto nel Dpr 402 del 23 novembre 2000 prevedeva l'indizione degli esami ogni due anni, ma dal 2005 si procede senza cadenze temporali predeterminate e «sulla base di una valutazione delle effettive esigenze del sistema di riscossione coattiva dei crediti pubblici». Inoltre, sempre in base al Dpr 402/2000, la procedura per l'abilitazione dovrebbe essere indetta dal direttore del dipartimento delle Entrate, le cui competenze sono state nel frattempo trasferite all'Agenzia. Da qui la richiesta dell'aprile 2015 inviata dall'Anutel al direttore dell'agenzia delle Entrate, il quale ha subito comunicatodi avere interessato il dipartimento delle Finanze «per le valutazioni di competenza in ordine alla necessità di reclutare nuovi ufficiali della riscossione, sulla scorta delle esigenze manifestate dalle amministrazioni locali».

Promesse mancate
Ma a distanza di oltre sei mesi non solo non è pervenuta alcuna risposta dal ministero dell'Economia ma non è stata neppure attuata alcuna riforma, nonostante la delega contenuta nella legge 23/2014. E allora come si fa a chiedere ai Comuni una maggiore efficienza nella riscossione dei tributi se dall'altra parte essi hanno una palla legislativa legata al piede? È la domanda che pone il presidente dell'Anutel alle istituzioni centrali, stigmatizzando il rimpallo di competenze tra agenzia delle Entrate e Mef. Ora sono proprio i Comuni che chiedono a voce alta di organizzare i corsi abilitanti per ufficiali della riscossione, essendosi ormai verificate quelle «effettive esigenze» imposte dalla normativa attuale per l'indizione della procedura selettiva.


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