Home  › Fisco e contabilità

Ennesimo rinvio sull'Imu agricola: deciderà la Corte costituzionale

di Gianni Trovati

Q
E
L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Per capire se l'intreccio di regole sull'Imu agricola del 2015 siano legittime o meno serve prima di tutto pazienza. Giusto ieri, mentre scadevano i termini per il saldo, il Tar Lazio ha depositato l'ordinanza 14156/2015sulla battaglia giudiziaria che oppone un nutrito gruppo di Comuni laziali al Governo, e ha rinviato tutto alla Consulta. I contribuenti, intanto, hanno dovuto pagare.
Al centro della contesa c'è il decreto 4/2015, che sostituendo in extremis un primo provvedimento già bocciato dal Tar, ha fatto riferimento all'elenco Istat per distinguere i Comuni in montani (esenti tutti i terreni), parzialmente montani (esenti solo quelli posseduti da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali) e pianeggianti (pagano tutti).
I risultati non cristallini visto che per esempio, spiega l'ordinanza, classificano come «parzialmente montani» Comuni come Bellegra (850 metri di altitudine) e Cassino (40 metri) e come interamente montani Mercellina (285 metri), ma questo non basta per una bocciatura diretta. Il punto, che chiama in causa l'articolo 23 della Costituzione, è se la riserva di legge prevista per le «prestazioni patrimoniali» sia stata violata affidando di fatto i confini fra terreni esenti e paganti all'elenco Istat, che poggia su vecchie norme del 1952 abrogate già dal 1990.
La questione, dettagliata nelle 75 pagine dell'ordinanza, è intricata, come il calendario che ha accompagnato la battaglia giudiziaria. I contribuenti avrebbero dovuto cominciare a pagare il 16 dicembre 2014, sulla base della vecchia norma "sospesa" dal Tar Lazio. Il Governo rinvia tutto al 26 gennaio, ma l'udienza è fissata al 4 febbraio. Il Governo, allora, cambia norma, e sposta il pagamento 2014 al 10 febbraio. I Comuni impugnano e il Tar fissa l'udienza per il 17 giugno, il giorno dopo la scadenza dell'acconto. Il Parlamento rinvia al 30 ottobre e il Tar si riunisce il 4 novembre, nell'udienza che produce l'ordinanza pubblicata ieri, nel giorno del saldo. E la partita continua.


© RIPRODUZIONE RISERVATA