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Pareggio di bilancio «temperato» da coordinare con il Testo unico

di Luciano Cimbolini

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Il pareggio "temperato" di bilancio previsto dal Ddl stabilità 2016 e i nuovi equilibri previsti dall'armonizzazione presentano problemi di coordinamento.
La manovra introduce per regioni ed enti locali, in luogo del Patto di stabilità, uno dei quattro saldi previsti dall'articolo 9, comma 1 della legge 243/2012, ossia il saldo finale di competenza non negativo.
Il Ddl stabilità, in sintesi:
• rinvia gli altri saldi a preventivo e a consuntivo (tre e tre) previsti dalla legge 243/2012 (finale di cassa, corrente di cassa e competenza);
• individua per il 2016 alcune deroghe al saldo finale di competenza (fondo pluriennale vincolato eccetto quello collegato al debito, fondo crediti dubbia esigibilità, fondo rischi e avanzo destinato agli investimenti nell'edilizia scolastica);
• elimina il patto, ma trasporta le sanzioni al nuovo saldo;
• demanda al decreto ministeriale previsto dall'articolo 11, comma 11 del Dlgs 118/2011 l'adeguamento degli schemi degli equilibri di bilancio.

Le voci
Il pareggio obbligatorio fra entrate finali (Titoli 1, 2, 3, 4 e 5) e spese finali (Titoli 1, 2 e 3), gioco forza, preclude il debito, che, ex articolo 10, comma 3 della legge 243/2012, potrà essere contratto solo nel limite
• di quote stabilite su base regionale compatibili con gli andamenti di finanza pubblica,
• delle rate di ammortamento di parte capitale rimborsate nell'esercizio precedente.
I bilanci 2016 dovranno raggiungere l'equilibrio nelle componenti che "precedono" l'indebitamento e le partite di giro/in conto terzi. Oltre al ricorso al debito in entrata (Titolo VI), il saldo finale di competenza esclude quale spesa rilevante il rimborso del debito (Titolo IV). Il coordinamento con le regole dell'armonizzazione viene demandato al decreto ministeriale di definizione degli schemi di bilancio (articolo 11, comma 11 del Dlgs 118/2011).

L'incrocio delle regole
Gli attuali schemi degli equilibri armonizzati, invece, in linea con l'attuale articolo 162, comma 6 del Tuel, prevedono tre saldi:
• corrente,
• di parte capitale
• finale.
Il bilancio di previsione, ex articolo 162, comma 6, deve essere deliberato in pareggio finanziario complessivo di competenza, comprensivo dell'avanzo e del disavanzo e con la garanzia del fondo cassa finale non negativo. L'equilibrio corrente di competenza poi richiede che le spese correnti sommate a quelle relative ai trasferimenti in conto capitale, al saldo negativo delle partite finanziarie e alle quote di capitale delle rate di ammortamento dei prestiti, con l'esclusione dei rimborsi anticipati, non debbano superare le previsioni dei primi tre Titoli dell'entrata, i contribuiti destinati al rimborso dei prestiti e l'avanzo di parte corrente, salvo le eccezioni tassativamente indicate nei principi contabili.
Ora, anche alla luce della recente posizione espressa dalla Corte dei conti del Veneto nella delibera 527/2015 (su cui si veda Il Quotidiano degli enti locali e della Pa del 7 dicembre), il problema consiste nel rapporto fra i saldi dell'articolo 162, comma 6 e il saldo finale di competenza non negativo del Ddl stabilità. Si potrebbe avere difatti un problema formale di vigenza dell'articolo 162, comma 6, nelle parti in contrasto con le novità sopravvenute. Il saldo finale di competenza, infatti, esclude la rilevanza del debito, sia entrata sia in uscita, e legittima l'utilizzo dell'avanzo solo se destinato all'edilizia scolastica nel plafond di 500 milioni. La novità del saldo unico, ancor più del Patto, inoltre riguarda strutturalmente il bilancio di competenza, anche se sarà comunque obbligatorio un prospetto a latere, ma solo per la quantificazione delle componenti escluse.
Va tenuto presente, ad esempio, che ex articolo 162, comma 6, la quota di capitale del debito è spesa rilevante nell'ambito dell'equilibrio corrente e il nuovo debito programmato è entrata rilevante per l'equilibrio finale/complessivo.
Data la difficoltà tecnica dell'argomento e la sua importanza sia in termini di equilibri di finanza pubblica che di legittimità dei singoli bilanci, una riflessione approfondita sul tema, anche a livello legislativo, appare più che opportuna.


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