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La base imponibile Tari è sempre la superficie calpestabile

di Massimo Migliorisi - Rubrica a cura di Anutel

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Con comunicato del 9 novembre 2011, l'agenzia delle entrate ha reso noto la disponibilità delle superfici catastali sulle visure per gli immobili a destinazione ordinaria. In particolare, per le unità di categoria A, sono disponibili sia la superficie con le aree scoperte, sia quella senza tali aree.
Questi nuovi dati molto probabilmente genereranno confusione tra i contribuenti perché saranno indotti a pensare che la base imponibile Tari non sia più la superficie calpestabile ma l'80% della superficie catastale, indicata, ora, in visura.

Le precisazioni
Sotto questo profilo occorre fare alcune precisazioni importanti:
1) Come già sottolineato dall'Anci, nulla è cambiato in relazione al calcolo della base imponibile Tari che resta la superficie calpestabile;
2) La normativa Tari, a differenza della normativa Tarsu, non prevede, come contenuto minimale della denuncia, una superficie da dichiarare almeno pari all'80% della superficie catastale di cui al Dpr 138/1998: il contribuente deve continuare a dichiarare la superficie calpestabile;
3) La superficie lorda catastale, presa all'80%, può essere considerata ai fini presuntivi dai Comuni, per l'attività di accertamento;
4) La superficie indicata in visura, sia al lordo che al netto delle aree scoperte, ex provvedimento dell'Agenzia delle entrate del 20 marzo 2013, tiene conto delle percentuali di ragguaglio previste dal Dpr 138/1998. Nel calcolo dei mq, difatti, i vani accessori B e C, ossia i vani collegati direttamente o indirettamente con i vani principali, sono considerati al 50% e al 25% della superficie lorda.

Il calcolo reale
È evidente che considerare l'80% del dato indicato in visura, anche al netto delle aree scoperte, può risultare una forte sottostima della superficie calpestabile, soprattutto nel caso dei villini o delle abitazioni con tavernette. Tanto è vero che gli uffici tributari, nel calcolo dell'80%, ai fini dell'accertamento, tengono conto sia per i vani principali che per i vani accessori B e C, dell'intera superficie lorda, senza considerare giustamente le percentuali suindicate.
Quindi, affermare che in visura arriva direttamente anche la superficie ai fini Tari, per consentire ai cittadini di verificare con facilità i dati utilizzati dai Comuni ai fini del controllo della tassa rifiuti, (così indicato nel comunicato stampa dell'Agenzia delle entrate), non corrisponde al vero nel caso di unità immobiliari composte da vani principali e accessori, perché l'80% di tale dato non risulta una soddisfacente stima della superficie calpestabile, che per ora resta la base imponibile Tari.
Le conseguenze sul rapporto contribuente-ente locale rischia di inasprirsi, con probabile aumento dei ricorsi giurisdizionali.


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