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Dalle Regioni buy back da 5,6 miliardi

di Mara Monti

Vale 5,6 miliardi di euro il buy back dei bond regionali, meno di quanto era stato previsto inizialmente per 7,8 miliardi. Due le regioni che si sono sfilate dall'elenco iniziale (Piemonte e Abruzzo) mentre quelle che hanno aderito - Campania (Ba1, stabile), Lazio (Ba2, stabile), Liguria (Baa2, stabile), Lombardia (Baa1, stabile) Marche (nr.) e Puglia (Baa2, stabile) - potranno ristrutturare le loro obbligazioni in euro e in dollari a condizione che abbiano una vita residua pari o superiore ai 5 anni e con un valore nominale dei titoli in circolazione superiore ai 250 milioni di euro.

Il calendario
I tempi sono stretti perché il Mef vuole chiudere il deal entro l'anno. Le regioni si sono impegnate a riacquistare quello che verrà consegnato dagli investitori istituzionali e retail che per queste operazioni si aggira circa attorno al 30% secondo quanto riferito da alcune fonti. Per agevolare la transazione ed evitare il buco nell'acqua come avvenne lo scorso anno, il Tesoro ha messo sul piatto 543 milioni di euro come «contributo al riacquisto anche da parte del medesimo ministero (il Mef, ndr) a valere sulle relative disponibilità», come si legge all'articolo 45 modificato del Dl 66/14 convertito in legge 23/06/2014 n 89. Gli operatori sono ottimisti in quanto rispetto ad un anno fa le condizioni del mercato sono migliorate. Dal loro collocamento avvenuto prima della crisi del debito sovrano, le quotazioni dei bond alla Borsa del Lussemburgo hanno subito variazioni consistenti: si va dalle obbligazioni della Regione Lombardia con un rating superiore a quello della Repubblica scambiate sopra la pari a quelle della regione Piemonte arrivate a toccare un minimo di 60 centesimi motivo che ha spinto la regione a non aderire.

I derivati
C'è poi il capitolo dei contratti derivati stipulati per la copertura dei titoli, per i quali il Mef ne chiede la chiusura anticipata in concomitanza con il ritiro dal mercato dei bond: ad agevolare questa operazione il mark to market positivo di molti derivati. Se le Regioni riusciranno a portare a termine l'operazione, il Mef ha garantito un finanziamento per riacquistare i bond sul mercato attraverso l'erogazione di un mutuo a 30 anni al tasso di riferimento del BTp a 30 anni; per le Regioni questo significa un risparmio in conto capitale dal momento che le cedole vanno da un minimo del 4,65% fino al 6,26 per cento. Per l'agenzia di rating Moody's Public Sector Europe che valuta positivamente il buy back, le ricadute per le regioni sono molteplici, secondo Massimo Visconti, responsabile per il settore pubblico italiano: oltre ai risparmi sulle cedole pagate, le regioni potranno ottenere una estensione della maturity «che porterà ad una riduzione del peso dei rimborsi annuali sui bilanci regionali, in particolare su bilanci rigidi come quelli di Lazio e Campania».


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