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Partiti politici, garantita la piena operatività della commissione di controllo sui bilanci

di Paolo Canaparo

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

La disciplina del controllo sui rendiconti di partiti e movimenti politici è stata modificata di recente dalla legge 27 ottobre 2015 n. 175, con diverse disposizioni volte innanzitutto a garantire la piena funzionalità della commissione di garanzia degli statuti e per la trasparenza e il controllo dei conti (articolo 9 della legge 6 luglio 2012 n. 96).
Per assicurarne la piena operatività, la legge 175/2015 integra di sette unità fuori ruolo il personale a disposizione della commissione, tenuto conto delle richieste formulate dal presidente. Più nel dettaglio, l'articolo 1, comma 1, consente alla commissione di avvalersi di cinque unità dipendenti della Corte dei conti, addette alle attività di revisione, e di due unità, dipendenti da altre amministrazioni pubbliche, esperte nell'attività di controllo contabile.
Ricordiamo che la commissione è composta da cinque membri designati dai vertici delle tre massime magistrature: uno dal primo presidente della Cassazione, uno dal presidente del Consiglio di Stato e tre dal presidente della Corte dei conti. Anche i magistrati componenti la commissione, per la durata del relativo incarico, sono collocati fuori ruolo dalle amministrazioni di appartenenza, in base all'articolo 1, commi 66 e 68, della legge 190/2012 (anticorruzione). L'organismo di controllo si è costituito la prima volta il 3 dicembre 2012, quando i presidenti di Camera e Senato ne hanno nominato d'intesa il presidente e i membri su designazione dei vertici delle rispettive magistrature (determinazione 3 dicembre 2012). In seguito alle dimissioni di tutti i membri si è provveduto alla nomina dei nuovi membri della commissione con determinazione del 29 gennaio 2015.

Le nuove deroghe sul controllo dei bilanci dei partiti politici
La commissione ha il compito di effettuare il controllo di regolarità e di conformità alla legge dei rendiconti dei partiti.
Le norme prevedono l'obbligo di presentare il rendiconto d'esercizio a carico dei partiti politici che: - abbiano conseguito almeno il 2% dei voti validi nelle elezioni della Camera dei deputati ovvero almeno un rappresentante eletto, anche al Senato al Parlamento europeo o in un Consiglio regionale o delle Province autonome di Trento e di Bolzano;
- abbiano percepito nel corso dell'esercizio di riferimento contributi pubblici;
- siano iscritti nel registro dei partiti politici in base all'articolo 4 del Dl 149/2013;
- abbiano fruito dei benefici del 2 per mille e del regime fiscale agevolato.
Inoltre, sono trasmessi alla commissione la relazione contenente il giudizio espresso sul rendiconto da una società di revisione, nonché il verbale di approvazione da parte del competente organo del partito.
L'articolo 1, comma 2, della legge 175/2015 ora prevede che la verifica della conformità delle spese e delle entrate alla documentazione prodotta a prova (art. 9, comma 5, primo periodo, L. 96/2012) si applica ai rendiconti successivi al 2014 (escludendo dunque 2013 e 2014). Inoltre, per il solo esercizio 2013 si differisce il termine per la presentazione ai presidenti delle Camere della relazione sul giudizio di regolarità e conformità alla legge (già differito dal 30 aprile al 30 giugno 2015 dal decreto mille-proroghe) al trentesimo giorno successivo all'entrata in vigore del provvedimento (articolo 1, comma 3).
Queste disposizioni traggono origine dal fatto che il presidente della commissione di garanzia, nel trasmettere la relazione sul 2013 (il 30 giugno 2015), ha fatto presente come vista la complessità delle verifiche richieste dalla legge e in considerazione delle risorse strumentali e di personale di cui dispone, non ha potuto effettuare il controllo nei termini previsti. Dal momento, però, che il giudizio è il presupposto necessario per l'irrogazione delle eventuali sanzioni, consistenti nella decurtazione "a monte" degli importi spettanti ai partiti, gli uffici di presidenza della Camera e del Senato hanno sospeso, per i fondi di rispettiva competenza, l'erogazione delle quote dei contributi spettanti ai partiti per il 2015, che avrebbero dovuto essere liquidate entro il 31 luglio di quest'anno.
Sono sia le quote dei contributi a titolo di rimborso delle spese per la campagna elettorale, sia quelle a titolo di cofinanziamento per il 2015. Ricordiamo che entrambe le forme di contribuzione sono state prima ridotte del 50% dalla legge 96/2012 e poi abrogate dal Dl 149/2013 in modo graduale, a partire dall'esercizio 2014 (con una ulteriore riduzione progressiva per gli anni 2014, 2015 e 2016 e poi completamente dal 2017).

L'estensione dell'applicazione degli ammortizzatori sociali ai partiti politici
Il comma 4, articolo 1, della legge 175/2015, infine, in un'interpretazione autentica precisa che l'applicazione al personale dei partiti politici delle norme sul trattamento straordinario di integrazione salariale (cassa integrazione guadagni straordinaria) e di contratti di solidarietà (articolo 16, comma 1, del Dl 149/2013), opera anche nei confronti delle articolazioni e sezioni territoriali dei partiti dotate di autonomia legale e finanziaria. Lo stesso comma, inoltre, modificando l'articolo 4, comma 7, del Dl 149/2013, sopprime con efficacia retroattiva l'obbligo per i partiti politici di essere iscritti al registro nazionale per fruire degli ammortizzatori sociali.
Più specificamente, dal 1° gennaio 2014 l'articolo 16 ha esteso ai partiti e ai movimenti politici la disciplina relativa al trattamento straordinario di integrazione salariale e ai relativi obblighi contributivi (a prescindere dal numero dei dipendenti) e ai contratti di solidarietà (comma 1). A tal fine è stata autorizzata la spesa di 15 milioni per il 2014, di 8,5 milioni per il 2015 e di 11,25 milioni a decorrere dal 2016, alla quale si provvede attraverso l'utilizzo di quota parte dei risparmi conseguenti alla progressiva riduzione del finanziamento pubblico dei partiti e movimenti politici, così come graduata dall'articolo 14, commi 1, lettera b), e 2 dello stesso D 149/2013 (comma 2).


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