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Con l'Irap «commerciale» l'ente pubblico risparmia sul costo del lavoro - Versamenti entro fine mese

di Luddeni Domenico

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Il 30 novembre scade il termine per il versamento del secondo acconto Irap da parte degli enti locali che calcolano l'imposta per le attività commerciali con il metodo commerciale (articolo 10-bis, comma 2 del Dlgs 446/1997).

La base imponibile
Gli enti determinano la base imponibile Irap delle proprie attività commerciali come le imprese, in base all'articolo 5 del Dlgs 446/1997 come «differenza tra il valore e i costi della produzione di cui alle lettere A) e B) dell'art. 2425 del codice civile...» con l'applicazione sul valore della produzione netta dell'aliquota prevista da ogni Regione, di norma il 3,9%. In tal modo sulle retribuzioni dei dipendenti addetti alle attività commerciali l'ente risparmia l'8.5%, aliquota prevista dal metodo retributivo, e applica quella prevista dalla propria Regione sul valore della produzione netta, con notevoli risparmi, che aumentano con l'applicazione del rapporto tra ricavi da attività commerciali e totale entrate correnti per determinare i costi non specificatamente riferibili alle attività commerciali detraibili, che riducono ulteriormente la base imponibile, sia retributiva sia commerciale.

Lo sconto della legge di stabilità 2015
In questo quadro l'articolo 1, comma 20 della legge di stabilità 2015 (legge 190/2014) consente un'ulteriore risparmio, che si riflette sulla determinazione degli acconti, inserendo all'articolo 11 del Dlgs 446/1997 il nuovo comma 4-octies in base al quale «per i soggetti che determinano il valore della produzione netta ai sensi degli articoli da 5 a 9, è ammessa in deduzione la differenza tra il costo complessivo per il personale dipendente con contratto a tempo indeterminato e le deduzioni spettanti ai sensi dei commi 1, lett. a), 1-bis, 4-bis. 1 e 4-quater». In sostanza la deduzione del costo del lavoro diventa integrale in relazione ai contratti a tempo indeterminato.
In prima battuta alcuni autori avevano espresso alcune riserve sull'applicabilità di questa deduzione agli enti pubblici che esercitano attività commerciali, posto che le preesistenti deduzioni, cosiddetto cuneo fiscale, previste dall'articolo 11 del Dlgs 446/1997 escludevano espressamente gli enti di cui all'articolo 3, lettera e-bis, quindi le amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del Dlgs 29/1993 e altre.
A riguardo è necessario fare alcune considerazioni: in tema di Irap quando l'amministrazione ha voluto escludere un soggetto dal beneficio di una deduzione lo ha fatto espressamente, come si può agevolmente notare scorrendo le deduzioni previste dall'articolo 11 del Dlgs 446/1997, alcune espressamente non applicabili ai soggetti di cui all'articolo 3, comma e-bis. Il nuovo comma 4-octies prevede come unico requisito per accedere alla deduzione che si calcoli il valore della produzione netta ai sensi degli articoli da 5 a 9 del Dlgs 446/1997, condizione soddisfatta dagli enti che determinano il valore della produzione netta con il metodo commerciale.

Le indicazioni dell'Agenzia
A conferma di questa tesi interviene anche l'amministrazione finanziaria che con la circolare n. 22/2015 risponde a un quesito posto dalle imprese operanti in concessione o a tariffa, espressamente escluse dal cuneo fiscale, tendente a verificare l'applicabilità della nuova deduzione alle stesse. L'amministrazione risponde che la norma introduce un criterio di deducibilità "per differenza" tra il costo del lavoro complessivo sostenuto in relazione ai rapporti di impiego a tempo indeterminato e le deduzioni spettanti ai sensi del richiamato art. 11 con la conseguenza che quanto minori sono le deduzioni fruibili tanto maggiore è il differenziale deducibile. L'Agenzia sottolinea infine che la circostanza che alcuni soggetti non beneficino di tutte le deduzioni richiamate dalla norma non li esclude dall'applicazione del beneficio.
Gli enti possono quindi ricalcolare i propri acconti con il metodo previsionale per tenere conto della deduzione prevista dall'articolo 11, comma 4-octies, riducendo in maniera rilevante, se non addirittura azzerando, gli acconti Irap relativi alle attività commerciali svolte. Si tratta di una boccata d'ossigeno importante per bilanci sempre più in gravi difficoltà finanziarie.


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