Home  › Fisco e contabilità

Opposizione al pignoramento presso terzi: la giurisdizione è del giudice ordinario

di Maria Adele Cinquepalmi (*) - Rubrica a cura di Anutel

Q
E
L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

La competenza a conoscere di un ricorso in opposizione all'atto di pignoramento presso terzi, nelle forme dell'articolo 72-bis del Dpr n. 602/73, è del giudice ordinario, anche se la materia concerne i crediti tributari: lo ha ribadito il Tribunale di Taranto, nella sentenza n. 3006 del 2 ottobre scorso, richiamando un principio affermato dalle sezioni unite della Corte di cassazione nella pronuncia del 29 aprile 2015 n. 8618.
Il tribunale pugliese ha disatteso l'eccezione di inammissibilità dell'opposizione al pignoramento, sollevata dalla società di riscossione convenuta, confermando la giurisdizione del giudice ordinario, sulla base delle seguenti argomentazioni.

Le argomentazioni
Ai sensi dell'articolo 2 del Dlgs 546/1992 appartengono alla giurisdizione tributaria tutte le controversie aventi ad oggetto i tributi di ogni genere e specie comunque denominati, compresi quelli regionali, provinciali e comunali […]: «restano escluse dalla giurisdizione tributaria soltanto le controversie riguardanti gli atti dell'esecuzione forzata tributaria successivi alla notifica della cartella di pagamento e, ove previsto, dall'avviso di cui all'articolo 50 del Dpr 602/1973», per le quali continuano ad applicarsi le disposizioni di tale decreto.
Il pignoramento presso terzi è attivabile solo dopo la notifica della cartella di pagamento: ai sensi dell'articolo 50 del Dpr citato, «il concessionario procede a espropriazione forzata quando è inutilmente decorso il termine di sessanta giorni dalla notificazione della cartella di pagamento, salve le disposizioni relative alla dilazione e alla sospensione del pagamento […]».

Espropriazione forzata
Il provvedimento «de quo» rappresenta, pertanto, un atto dell'espropriazione forzata ed è come tale estraneo alla giurisdizione del giudice tributario (Cassazione, sezione unite, 31 marzo 2008 n. 8279).
Nel giudizio che si instaura dinnanzi al Tribunale - giudice competente in via esclusiva ai sensi dell'articolo 9 Cpc - infatti, non sarà più possibile contestare né l'«an» né in «quantum debeatur», ma solo il quomodo dell'azione esecutiva e, quindi, proporre esclusivamente «situazioni giuridiche tutelabili dinanzi al giudice dell'esecuzione» (Cassazione, sezione unite, 5 maggio 2005 n. 10958).
Tale principio di diritto vale anche nel caso in cui con l'opposizione al pignoramento si impugni la cartella di pagamento per nullità della sua notificazione, laddove si sia «dimostrato la definitività dell'avviso di accertamento e della cartella esattoriale regolarmente notificati e non impugnati» (Cassazione, sezioni unite n. 8618/2015).

(*) Vice-Presidente e componente dell'Osservatorio tecnico Anutel


© RIPRODUZIONE RISERVATA