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Prescrizione decennale per la riscossione coattiva

di Massimo Migliorisi (*) - Rubrica a cura di Anutel

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Nuova interessante sentenza della Corte di cassazione civile, sezione unite, sull'allungamento del termine di prescrizione per la notifica della cartella esattoriale o ingiunzione, a seguito di contenzioso.

I tempi della notifica
Ricevuto un avviso di accertamento, il contribuente ha facoltà di ricorrere in commissione tributaria entro il termine perentorio di 60 giorni. A quel punto si apre il procedimento giurisdizionale (reclamo incluso!!) che terminerà con una sentenza passata in giudicato o perché non ulteriormente impugnabile o perché non impugnata nei termini previsti dall'ordinamento.
L'ente impositore in genere aspetta l'esito del ricorso, prima di procedere con la notifica della cartella esattoriale o della ingiunzione, che deve avvenire entro il termine decadenziale del 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui l'accertamento è divenuto definitivo. L'avviso impugnato diventa definitivo quando, appunto, vi è una sentenza passata in giudicato a favore dell'ente. Pertanto le amministrazioni, pur non essendo vietata la riscossione in pendenza di giudizio, tendono a notificare il titolo esecutivo entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui c'è la definitività della sentenza.

La novità
La Corte di cassazione, con sentenza n. 22249 del 30 ottobre scorso, ha invece sancito che l'azione di riscossione si prescrive nel termine ordinario decennale ex articolo 2953 del codice civile, decorrente dal passaggio in giudicato della decisione di rigetto del ricorso; quindi non sono applicabili i termini di decadenza e/o di prescrizione che scandiscono i tempi dell'azione amministrativa di carattere tributario. La motivazione alla base di questa presa di posizione consiste nel fatto che una sentenza sfavorevole non ha natura di accertamento tributario ma contiene una condanna al pagamento dell'importo dell'avviso impugnato.

Le insidie di una riscossione allungata
A una prima lettura la sentenza può apparire di garanzia per l'ente impositore, in quanto i tempi per poter riscuotere in modo coattivo si allungano sensibilmente. La dilatazione decennale del tempo di riscossione però, oltre a non essere compatibile con le esigenza di cassa degli enti locali, soprattutto in virtù dei nuovi principi contabili, non si sposa nemmeno con la caratteristica imprescindibile dell'azione accertativa e di recupero del credito: la celerità. Infatti la lotta all'evasione deve essere svolta a ritmi serrati per creare un deterrente psicologico nell'azione illecita del contribuente. Inoltre, notificare una cartella o una ingiunzione al decimo anno comporta probabilmente problemi relativi alla possibilità di riscuotere tutto il credito (si pensi al caso del contribuente nel frattempo è deceduto o della società che ha chiuso l'attività).
Sotto questo profilo, quindi, si invitano gli enti locali a non abbassare la guardia, cullandosi sulla posizione, pur legittima, assunta dalle sezioni unite, ma a procedere appena possibile alla riscossione coattiva.


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