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Imu agricola: 15,5 mln per il minor gettito da detrazione agli imprenditori professionali

di Andrea Ferri (*)

Nella seduta della Conferenza Stato-città e autonomie locali prevista per oggi (11 novembre 2015), l'Anci darà l'intesa allo schema di riparto del contributo di 15,3 milioni di euro previsto dall'articolo 1, comma 9-bis, del Dl 4/2015, finalizzato a compensare il minor gettito derivante dall'introduzione della detrazione di 200 euro in favore degli imprenditori agricoli professionali e coltivatori diretti (articolo 1, comma 1-bis, del Dl 4/2015) per i terreni da questi posseduti e direttamente condotti nei territori già esentati in quanto considerati montani nel previgente regime (circolare n. 9/1993).

I Comuni beneficiari
Il contributo interessa oltre 1.600 Comuni, per la gran parte siti nelle regioni a statuto ordinario e nelle regioni Sicilia e Sardegna i cui terreni agricoli, a seguito della revisione dei criteri di montanità operati con il Dl n. 4/2015, sono diventati imponibili. Poiché la detrazione è riconosciuta solo per gli imprenditori agricoli professionali (Iap) iscritti alla previdenza agricola e per i coltivatori diretti (Cd), i Comuni beneficiari sono quelli contenuti nell'allegato 0A del Dl n. 4. Nei Comuni totalmente montani o parzialmente montani, sulla base della disciplina stabilita per il 2015 dallo stesso decreto, vale l'esenzione generalizzata dall'Imu. Non si considerano, altresì, i Comuni delle isole minori i cui terreni risultano totalmente esenti secondo quanto previsto dall'articolo 1 del Dl n. 4.
L'intervento coinvolge anche i Comuni del Friuli Venezia Giulia, per 150mila euro, che vengono accantonati a favore della regione autonoma cui spetta il compito del riparto.

Il riparto
Il riparto effettuato dal Mef si basa sui dati disponibili di fonte catastale incrociati con le proprietà degli agricoltori professionali, nonché sul calcolo dell'incidenza del valore della detrazione sul gettito complessivo stimato per il 2014 dei terreni agricoli a seguito del cambio di regime, in assenza di dati definitivi relativi al 2015. Per evitare possibili sottostime dovute a disallineamenti tra dati catastali e proprietà, viene riconosciuto a ciascun Comune il valore massimo tra l'incidenza stimata su base comunale e quella stimata su base provinciale.
È indubbio che anche questo riparto, come tutte le stime relative all'Imu agricola, risente della debolezza dei dati di base disponibili. È pertanto da accogliere con sollievo la previsione del Ddl Stabilità 2016 che ristabilisce il regime fiscale dei terreni montani previgente al Dl 66/2014 e al Dl 4/2015, restituendo così ai Comuni coinvolti le risorse tagliate a fronte di maggiori gettiti in molti casi del tutto aleatori.

In attesa dei rimborsi
Per una più approfondita analisi delle criticità connesse alle modalità di applicazione della detrazione in questione, si rimanda alla nota Ifel del 22 maggio 2015. Vale però la pena di ricordare che la questione dell'Imu agricola rimane aperta, in quanto non sono ancora compensate le perdite di risorse dovute ai forti scostamenti negativi dei gettiti effettivi rispetto alle stime ministeriali.
Il contributo erogato per il 2014 è inferiore allo scostamento verificato a norma del Dl n. 4 e – soprattutto – per il 2015 non è ancora stata disposta alcuna verifica, né stanziate le relative risorse. L'Anci ha chiesto più volte di provvedere in questo senso, da ultimo attraverso l'ulteriore decreto riguardante la finanza locale previsto per i prossimi giorni. Il decreto potrebbe inoltre disporre la facoltà di accertare convenzionalmente il gettito stimato dal Mef, come riportato nell'allegato A del Dl n. 4 del 2015, compensando provvisoriamente la corrispettiva decurtazione del Fondo di solidarietà comunale.

(*) Responsabile dipartimento Entrate e riscossione di Ifel


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